CREMONA CASALE CREMASCO La Danone abbandonerà dal luglio prossimo fabbrica e impianti, dove oggi produce yogurt in affitto grazie al lavoro di 87 dipendenti, oltre ai 13 della sede amministrativa di Milano, e quindi dall’estate prossima la proprietaria dell’immobile e degli apparecchi di produzione e confezionamento, la Galbani, avrà la possibilità di realizzare un polo lattiero caseario di rilievo più che provinciale, con circa 430 dipendenti se non di più. A Casale Cremasco, così, si consuma un dramma del lavoro, poiché una fabbrica considerata in attivo chiude preventivamente: la francese Danone preferisce andarsene in Belgio e fare lo yogurt con il latte in polvere, per poi trasportarlo in Italia e venderlo. La Galbani, a propria volta di proprietà francese, della multinazionale Lactalis, già ad aprile aveva firmato un accordo sindacale, che consentiva la chiusura della fabbrica di Caravaggio, dello storico marchio Invernizzi. E da allora è un via vai di operai spostati come pedine da uno stabilimento all’altro, secondo decisioni prese in Francia. Dei 218 dipendenti Galbani di Caravaggio 131 sarebbero stati spostati, nel gioco delle mobilità, proprio a Casale, mentre 62 erano destinati, sempre per l’accordo di aprile, a Corteolona e 11 a Giussago-Certosa di Pavia. Alcuni dipendenti non hanno accettato di spostarsi da Caravaggio a Corteolone o a Giussago. La Cgil tra l’altro non ha neanche firmato quell’accordo in Assolombarda, sottoscritto dagli altri sindacati dopo 14 ore di discussione. Ora i dipendenti di Caravaggio stanno tornando al lavoro nella Galbani di Casale: nel giro di un mese, secondo fonti sindacale, ottanta si saranno già trasferiti. Ne arriveranno poi altri: la Galbani, inoltre, non ha certo l’intenzione di mantenere inutilizzati la sua fabbrica e i suoi impianti lasciati liberi dalla Danone, anzi li utilizzerà. In tutto potrebbe formarsi quindi un polo industriale lattiero caseario da 430 dipendenti, un risultato che si profila come particolarmente rilevante per Casale Cremasco, paese di circa 1.850 abitanti. C’è il rischio che uno stabilimento in provincia di Pavia chiuda, nella girandola che accentra l’attività a Casale Cremasco; nella speranza che però i posti di lavoro che erano di Caravaggio, diventati cremaschi, non vadano perduti.

Paolo Zignani

 

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