La prossima settimana sarà all’insegna delle più giovani, delle bambine: il 6 ottobre prenderà infatti il via a Ginevra la European Week of Action for Girls per promuovere i diritti delle piccole donne. L’appuntamento e’ organizzato dalla sede di Plan EU a Ginevra in collaborazione con il Parlamento Europeo e le Nazioni Unite. L’obiettivo dell’evento è mettere in luce le misure necessarie per affrontare e sradicare le cause che determinano la discriminazione femminile, per poi individuare politiche di sostegno e promuovere iniziative per sviluppare la “presa di coscienza” delle bambine da un punto di vista sia sociale sia economico. La settimana terminerà l’11 ottobre con la Giornata Internazionale della Bambina, data in cui si celebra la campagna di Plan “Because I am a Girl”. Per l’occasione, Plan International lancia il nuovo report “Hear our voices” in cui oltre 7.000 adolescenti di 11 Paesi in via di sviluppo sono stati intervistati sull’universo delle bambine e sulle problematiche connesse come l’istruzione e la mancanza di servizi igienici a scuola che mettono a rischio la loro salute e la loro sicurezza, i matrimoni prematuri, le gravidanze e gli abusi a cui sono sottoposte.

In particolare, verranno raccontate tre storie di mutilazione genitale femminile: Christiana della Sierra Leone, già abbandonata dai genitori, ha poi subito mutilazioni per poi essere data in sposa a un uomo che avrebbe potuto essere suo padre; Mary del Mali, fu mutilata a soli 7 anni e ancora oggi soffre di problemi urinari ed è soggetta a numerose infezioni. Bobo Seide, invece, è una vedova, ha 65 anni e per 20 anni è stata la carnefice, mutilando tante bambine nel suo villaggio in Guinea Bissau perché è un’attività lucrativa e dà prestigio.

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