Allevamenti ovini come lager, dove le torture sono all’ordine del giorno. È questa la denuncia emersa dall’ultima video-investigazione diffusa dall’organizzazione animalista Peta. A finire nell’occhio del ciclone gli allevamenti ovini che in Argentina, che riforniscono il gruppo Patagonia ed altri marchi noti in tutto il mondo. Il gigante dell’abbigliamento, nella sua “corporate policy”, dichiara di rispettare il benessere animale e di imporre ai propri fornitori “pratiche umane” e afferma di approvvigionarsi da fattorie “sostenibili” di Ovis 21, ma il video pubblicato da Peta racconta un’altra storia: agnelli castrati e mutilati (coda e orecchie) senza anestesia, scuoiati vivi, abbandonati a se stessi se malati o feriti. La stilista Stella McCartney, nota per il suo impegno animalista, ha immediatamente troncato ogni rapporto con Ovis 21. Il gruppo Patagonia ha sostenuto di non essere a conoscenza dei metodi usati dagli allevatori argentini e si è impegnato a far pressione su Ovis 21 per ottenere i necessari miglioramenti, riferendo puntualmente ai clienti dei progressi raggiunti. Peta replica: questo è “controllo del danno”, non vera “assunzione di responsabilità”.

Le immagini contenute nel video sono molto forti e sconsigliate ad un pubblico particolarmente sensibile.

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