Il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti ha causato un’altra delusione per il coordinamento dei comitati ambientalisti della Lombardia, quando oggi in consiglio comunale, per giustificare il voto positivo all’indirizzo di vendita del 51% di Lgh ad A2A, ha spiegato che una società più grande e più ricca può acquistare il gas a prezzo più basso. La scelta di puntare sulla produzione e l’uso di energie rinnovabili non è stata considerata quanto le associazioni si attendevano. Un discorso di un’ora e mezzo, da parte del primo cittadino, che quindi non tiene conto neanche dell’accordo di Parigi e nemmeno del calo dei consumi dell’elettricità e del metano. In sala dei Quadri Benito Fiori, di Ambientescienze, ha criticato l’assenza della parola “salute” dalla lunga disquisizione. Nel cortile Federico II, all’esterno del palazzo municipale, Rifondazione comunista e il comitato acqua pubblica hanno organizzato un sit-in per la tutela dei beni comuni. Oggi Giampiero Carotti, per il comitato, ha consegnato la petizione con 500 firme per chiedere di trasformare Linea group in società pubblica partecipata dai Comuni, per evitare che ogni decisione sia condizionata dalla ricerca del profitto e dagli investimenti in Borsa. L’unica proposta alternativa alla cessione del 51% alla grande società milanese e bresciana è stata quella del piccolo partito di sinistra, che ha ricordato fuori dal consiglio, con Francesca Berardi, che per tutelare l’acqua pubblica il consiglio provinciale nel 2012, prima di Natale, aveva cambiato maggioranza, in Comune oggi però il centrosinistra preferisce l’ingresso in Borsa. Il voto di Cremona è decisivo, perché altrimenti la maggioranza qualificata non ci sarebbe. Tutti i Comuni soci, fino ai più piccoli, compiranno lo stesso percorso, che per Gianluca Galimberti è stato trasparente, tramite una serie di incontri con associazioni ambientaliste, categorie economiche e sindacati. Questa è per lui un’alleanza industriale, non una semplice vendita di azioni. Seguirà un lavoro di tre mesi per definire il piano industriale, che prevederà l’aumento della differenziata e la riduzione dei rifiuti inceneriti. Si farà anche un sotto-patto parasociale, per rafforzare l’alleanza tra i territori oggi parte di Lgh, il cui consiglio, di 13 persone, avrà un presidente di garanzia e un amministratore delegato di A2A. Fra i primi interventi, centrodestra, destra e cinque stelle si sono opposti con forza. La grillina Lucia Lanfredi ha fatto notare che sull’inceneritore c’è un’inchiesta aperta eppure il Comune non reagisce. Giovanni Gagliardi del Pd, da parte sua, ha criticato gli eccessi delle opposizioni e i troppi schizzi di fango.

Paolo Zignani

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