Si è spento in un letto degli Spedali Civili, all’età di 78 anni, Luigi Corioni, per tutti Gino, storico presidente del Brescia Calcio, società che ha guidato dal 1992 fino al 2014, l’anno del commissariamento da parte di Ubi Banca. A piangere la sua scomparsa. oltre alla moglie e ai cinque figli, ci sono una città e una provincia, quella di Brescia, ma anche l’interno mondo del calcio, che ha rappresentato gran parte della sua vita. Imprenditore di successo, Corioni, era a capo dell’azienda Saniplast di Ospitaletto, che produce accessori e arredi per i bagni e toilette ma quella per il pallone, come lo definiscono i vecchi romantici di questo sport, come era lui, era una passione forte, sanguigna. Il Gino, come era chiamato dai tifosi, con le rondinelle ha ottenuto importanti successi: cinque promozioni in A, un trofeo Angloitaliano, un Torneo di Viareggio, una impensata finale di Intertoto nel 2011, ma ha anche collezionato delusioni amare, come le cinque retrocessioni. Sotto la sua presidenza sono passati da Brescia giocatori del calibro di Hagi, Baggio, Guardiola e tecnici come Lucescu, Mazzone e De Biasi. Corioni è stato uno dei personaggi più discussi in città: o lo amavi o lo odiavi ma di certo nessuno poteva negare la sua rara competenza calcistica che gli ha permesso di fiutare e crescere giovani talenti coe Andrea Pirlo, Roberto Baronio, Andrea Caracciolo. Nemmeno la malattia gli ha impedito di tifare i biancoblù dalla tribubna del Rigamont. Oggi sono in molti a ricordarlo come Roberto Baggio che si dice sicuro che “Gino Corioni andrà in Paradiso e organizzerà una squadra anche lì”. Intanto, nella casa di via Verdi, ad Ospitaletto, dove è stata allestita la camera ardente, è un lungo peregrinare di parenti e amici che vogliono portare il loro personale saluto. I funerali si terranno giovedì 10 marzo alle 15.30 nella parrocchia di Ospitaletto, paese natale del Pres, dove ha sempre vissuto con la famiglia.

Redazione

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