Cremona. Sarà celebrato domani a mezzogiorno il rito funebre della bambina di tre anni deceduta a Brescia per infezione da pneumococco, batterio che ha causato una forma non contagiosa di meningite. La salma si trova ancora agli Spedali Civili di Brescia, dove lunedì è stata dichiarata la morte cerebrale. Da quel momento è trascorso un periodo di alcuni giorni, che ha preceduto l’autopsia eseguita venerdì. Il nulla osta alla sepoltura, da parte dell’autorità giudiziaria, segue di alcune ore. L’inchiesta era già stata aperta, per chiarire l’accaduto. L’avvocato che rappresenta i familiari della bambina è Nadia Baldini di Cremona, che solo oggi ha ricevuto l’incarico, tanto che è ancora presto per parlare di costituzione di parte civile. La magistratura di Brescia ha già emesso 22 avvisi di garanzia a carico di medici e personale infermieristico delle aziende ospedaliere di Cremona e Brescia: l’ipotesi di reato è omicidio colposo. Diverse le figure professionali sulle quali il pubblico ministero indaga: pediatri, neurologi e rianimatori. Sono già stati nominati da venerdì i consulenti tecnici: il pubblico ministero si avvarrà della perizia di un consulente dell’istituto di medicina legale di Verona, mentre i camici bianchi hanno nominato il medico di medicina legale Edmondo Pea, dell’ospedale Maggiore di Cremona. Immenso dolore da parte dei familiari come degli amici e conoscenti: la tragica vicenda ha colpito profondamente l’opinione pubblica. Alla cerimonia funebre di domani, presso la sala del commiato, che si trova accanto al cimitero, parteciperà la scuola d’infanzia Castello, con una delegazione di due maestre, e una rappresentanza dei genitori per dare un segno di vicinanza ai familiari. La lunga assenza per malattia della bambina, nata a Cremona, mentre i genitori sono albanesi d’origine, ha suscitato una calorosa sollecitudine da parte dei genitori degli altri alunni. Malgrado la preoccupazione per i casi di meningite sul territorio provinciale e nel Bresciano, non c’è stata alcuna necessità di profilassi da parte dell’autorità sanitaria, poiché è stata riscontrata una totale assenza di contagio.

 

Paolo Zignani

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