Cremona. La Stogit di Crema va messa a norma per poter fronteggiare eventuali emergenze come esplosioni e incendi che possano verificarsi nello stabilimento. Lo ha stabilito il Comitato tecnico regionale, organo di controllo presieduto dai vigili del fuoco, con la partecipazione di tecnici dell’Arpa, dell’Inail e varie altre componenti, fra cui gli enti locali. E’ stato proprio l’assessore Domenica Coti Zelati di Sergnano a rendere noto, in una risposta al consigliere Enrico Duranti del movimento 3.0, la situazione irregolare della sede di Crema, rilevata alcuni mesi fa, sede che svolge una funzione di grande importanza, poiché controlla per via telematica gli stoccaggi italiani di metano della stessa società, come quelli di Sergnano e Bordolano. L’adeguamento alle sollecitazioni sismiche, nella sede Stogit, a propria volta adeguato alla normativa vigente, cioè la legge Seveso. Dunque le istituzioni, come ha notato Duranti, iniziano a recepire le nuove norme e ad adeguarsi, ma resta ancora molto da fare. E’ apparso ieri sul sito del Comune di Sergnano l’avviso ai cittadini, firmato dal sindaco Gianluigi Bernardi, riguardante la Stogit come azienda a rischio di incidente rilevante: sono disponibili al pubblico tutte le informazioni sui rischi connessi all’attività di stoccaggio, eppure, a sorpresa, ecco che quei documenti sul sito del Comune ancora non si trovano. Duranti critica la retorica che ha accompagnato spesso la realizzazione degli stoccaggi: opere strategiche, urgenti, di pubblica utilità, meritevoli di finanziamenti pubblici del Fondo europeo per gli investimenti, ma non in regola con la legge Seveso. La sicurezza e l’informazione del Comune ai cittadini non sembra urgente e strategica quanto l’attività di stoccaggio, economicamente fruttuosa. Il Comune ha organizzato assemblee ma i documenti non sono sul sito.
Il Piano d’emergenza esterno alla ditta Stogit non è ancora pubblicato perché, come ha fatto sapere l’assessore Coti Zelati, devono arrivare nuovi aggiornamenti. E’ un percorso rocambolesco, come nota Duranti, anche se finalmente la verità inizia ad emergere dopo lunghe lotte dei No Gasaran, confluiti nel Movimento 3.0, e una fitta serie di interventi del consigliere comunale.

 

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata