Parliamo ancora della vicenda di quello che era stato etichettato dalla stampa “macello degli orrori”, la Italcarni di Ghedi (BS). Nei mesi scorsi, l’ex amministratore delegato della struttura e i tre operatori che erano stati filmati dalle telecamere del Corpo Forestale dello Stato avevano scelto il patteggiamento, evitando il processo e ottenendo uno sconto di pena.

Adesso si è chiuso il processo ed è la volta delle condanne per i veterinari pubblici, che operavano all’interno della struttura per controllare il rispetto delle normative sulla macellazione e rispetto del benessere animale.

Un primo veterinario della ASL di Brescia è stato condannato ieri a 2 anni di reclusione per maltrattamento. Il professionista è stato riconosciuto responsabile per non aver impedito che nello stabilimento venissero adottate pratiche crudeli, come lo spostamento degli animali sfiniti con catene, muletti e trattori. Alla Italcarni arrivavano spesso animali non in grado di reggersi sulle zampe.
A dieci anni dallo scandalo delle “mucche a terra”, che aveva portato alla prima importante condanna per questa prassi, si riafferma un principio importante e si colpisce duramente chi dovrebbe occuparsi dei controlli.

L’altro professionista della ASL è stato invece condannato a un anno e 6 mesi per falso, poiché attestava di eseguire visite di controllo che non avvenivano, ma anche per minacce alla collega che con la propria denuncia aveva dato il via all’inchiesta.

Nei macelli anche il lavoro a norma di legge è sempre e comunque una violenza nei confronti degli animali, ma il caso Italcarni ha permesso di fare luce più di ogni altra cosa sulla mancanza di controlli e su connivenze da parte dei veterinari Asl, problema che emerge troppo frequentemente.

In Francia alcune investigazioni compiute nei macelli hanno sollevato un’indignazione popolare e l’apertura di una commissione di inchiesta parlamentare, che ha portato poi all’approvazione di una legge che prevede l’installazione di telecamere per filmare cosa avviene all’interno dei macelli. Molti chiedono simili leggi anche qui in Italia. Ma se poi accade che le telecamere possono vederle solo gli stessi proprietari e i veterinari Asl, a cosa servono?

La buona notizia è che possiamo iniziare a fermare le violenze nei macelli già da subito, con le nostre scelte. Passare ad un’alimentazione a base vegetale è sano, gustoso e soprattutto risparmia la terribile sofferenza che milioni di animali patiscono ancora ogni giorno in allevamenti e macelli. Pensaci.

 

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