Cremona. Il 17 febbraio, quando non sono nemmeno trascorsi 50 giorni dall’inizio dell’anno, Cremona è già fuori legge, poiché mantenendo il proprio record regionale negativo ha già superato i 35 giorni di sforamento del limite d’allerta delle polveri sottili previsti dall’Unione europea. Per tre giorni su quattro i cremonesi hanno respirato aria malsana. In via Fatebenefratelli la centralina Arpa. Ieri in via Fatebenefratelli la centralina Arpa ha segnato 66 microgrammi mentre in piazza Cadorna il dato è 61, mentre la soglia è 50 microgrammi per metro cubo. Non va meglio in provincia: a Spinadesco il dato è ancora più alto, a 68, a Crema è 53 e a Soresina 66. Giovanna Perrotta di Legambiente Cremona, indica nella lotta alla mobilità insostenibile la prima azione di contrasto allo smog: nel mirino ci sono i motori diesel. Occorre quindi un’energica terapia di trasporto collettivo e l’uso della bicicletta per gli spostamenti urbani. Il Protocollo regionale antismog, condiviso dai Comuni, che prevede il blocco del traffico, il limite al riscaldamento degli edifici pubblici e privati e altre misure, è troppo debole per Legambiente, che chiede di abbandonare definitivamente, usando un linguaggio inequivocabile, “gli insulsi progetti di nuove grandi opere stradali, dal Terzo ponte sul Po alla Cremona-Mantova e alla Tirreno-Brennero, per investire sul trasporto ferroviario”. La stessa Unione europea prescrive una rete ferroviaria più estesa e una quota molto minore di trasporti merci su gomma. La presidente di Legambiente Lombardia Barbara Meggetto chiede di verificare la compatibilità delle industrie a maggiore impatto ambientale, visto che le condizioni meteoclimatiche non permettono la dispersione delle sostanze inquinanti penalizzando soprattutto i cittadini cremonesi, costretti quest’anno a respirare l’aria peggiore della Lombardia, e per lunghe settimane anche la peggiore d’Italia. La soglia d’allerta delle polveri cancerogene pm10 è 50, la media di Cremona è 66,7. Cremona conta 36 sforamenti, ben più di Milano e Pavia, seconde in Lombardia con 29, mentre Lecco con 13 sforamenti ha l’aria più pulita.

 

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata