La corsa al rincaro delle rette di Cremona Solidale si è

fermata, dopo il doppio balzo del luglio scorso, dello 0,3%, e di

febbraio, di un altro 0,4%, per adeguamento al dinamismo dell’indice

d’inflazione Istat. Doppio aumento che, dopo anni di stasi, si traduce

in una maggiore spesa, a carico delle famiglie, di oltre 100 euro

l’anno. Lo ha fatto sapere il direttore generale Emilio Tanzi,

convocato dal Comune in commissione politiche sociali, assieme al

presidente Emilio Arcaini, per esporre il bilancio previsionale. E’ il

Comune infatti a dare le linee d’indirizzo all’ex Soldi e ad approvare

i bilanci, e Roberto Poli ha manifestato la soddisfazione della

maggioranza per la programmazione. La retta media rimane a così 53

euro e 20 centesimi al giorno mentre il tasso di occupazione dei 400

posti letto è molto elevato: 99,7%, con una lista d’attesa di oltre

220 persone. Non mancano però i problemi, a cominciare dai posti vuoti

nei centri diurni: il Barbieri arriva all’84%, poco anche se più

frequentato della media del territorio, che è del 66%. Di conseguenza,

anche in vista dell’ampliamento e dell’aumento dei servizi in via XI

febbraio, Cremona Solidale organizzerà incontri conoscitivi in tutti i

quartieri, per far sapere quali sono le opportunità per l’assistenza

in una città ogni anno alle prese con l’incremento dell’età media e

delle persone anziane. Età media che sale anche per i 400 dipendenti,

in difficoltà a loro volta come dimostra il numero delle assenze,

ancora troppo alto secondo la direzione, che riconosce diverse

difficoltà: non pochi dipendenti devono assistere anche i loro

familiari a casa propria. Non c’è “malattia del lunedì”, ha affermato

Tanzi, sono numerose però le assenze brevi, inferiori ai cinque

giorni. Dall’opposizione, Luigi Amore ha notato il notevole calo –

meno 30% – dell’assistenza domiciliare, che pure dovrebbe essere una

delle carte vincenti del domani, visti gli investimenti regionali: il

Comune però si è ripreso alcuni servizi, che erano in carico a Cremona

Solidale. La preoccupazione quindi è che via Brescia perda proprio la

sfida della domiciliarità. Altra lamentela per la debolezza di Cremona

sul fronte delle Rsd, le residenze socio-sanitarie per disabili. Amore

auspica quindi rapporti migliori con la Fondazione Sospiro perché la

città abbia più posti letto e una maggiore competitività sul

territorio, considerata l’aggressività delle cooperative. Diverse però

le novità. La mensa è diventata aziendale: addio ai pasti in appalto e

le cucine sono state rafforzate grazie anche all’eredità Somenzi.

Inoltre l’assistenza infermieristica notturna quest’anno verrà

aumentata.

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