La vita media che si allunga e le condizioni della vecchiaia che peggiorano: sono queste le motivazioni che costringono sempre più italiani a diventare badanti dei loro genitori, a dedicare il loro tempo libero dal lavoro ai genitori ormai anziani, che non ce la fanno a vivere da soli. Come racconta il Corriere della Sera, infatti, il numero dei figli-badanti è altissimo.

Le stime dicono che sono almeno un milione gli italiani che dedicano un pezzo importante delle loro giornate (e nottate) ad assistere parenti non più autosufficienti. Un numero simile a quello delle badanti di professione, tra regolari e in nero.

Anziani sempre più numerosi, crisi economica e badanti sempre più costosi sono fattori da non sottovalutare nella scelta – che a volte scelta proprio non è – di molti familiari di accudire i propri cari da soli. Ma il rischio depressione è dietro l’angolo.

Il costo di una badante in regola, stipendio e contributi, si aggira sui 15 mila euro l’anno. Quasi nulla può essere scaricato dalle tasse a differenza di quello che avviene in altri Paesi. Senza una buona pensione o un ottimo stipendio non è facile far quadrare i conti.

Spesso il figlio badante finisce in depressione. Specie se si tratta, termine crudo ma efficace, di un “assistente sandwich”: che deve badare, non solo ai genitori anziani ma anche ai figli ancora in casa.

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