Alcuni scienziati credono che il segreto per salvare le barriere coralline che stanno scomparendo possa risiedere nelle acque che circondano una piccola isola vulcanica davanti alle coste del Giappone.I fondali di Shikine, a circa 160 km a Sud di Tokyo, sono una sorta di “laboratorio vivente” per un gruppo di ricercatori francesi che, a bordo della nave Tara, li sta studiando con attenzione, alla ricerca di indizi su come proteggere in futuro i coralli dagli effetti devastanti del cambiamento climatico.

Se infatti le barriere coprano meno dello 0.2% della superficie degli oceani, esse ospitano circa il 30% delle specie marine, animali e piante, e sono una fonte preziosa di cibo e un nascondiglio per chi cerca rifugio dai grandi predatori. L’isola avrebbe delle condizioni uniche, grazie ai vulcani sottomarini che la circondano e che rendono le sue acque piene di CO2 e meno alcaline, imitando, secondo gli scienziati, quello che sarà l’impatto delle emissioni di carbonio incontrollate sugli oceani entro il 2100.

L’accumulo di anidride carbonica per l’effetto serra, così come l’attività vulcanica sottomarina, fanno aumentare la temperatura e modificano la chimica delle acque.”Studio da 20 anni i coralli – spiega Maggy Nugues, ricercatrice – ho assistito al loro deterioramento tra il 50 e l’80% e questo è accaduto soprattutto nel Pacifico e nel Mar dei Caraibi. E’ molto preoccupante”.

Quindi l’isola giapponese sarebbe un esempio perfetto di come i coralli e la vita marina che gli ruota attorno, resisterebbero in un ambiente apparentemente inospitale. Una ricerca importante. Dice Sylvain Agostini, coordinatore della spedizione:

“Studiando l’ecosistema nella sua globalità, alghe, pesci, coralli in acque più acide, cerchiamo di capire se queste zone possono ospitare coralli o se l’acidificazione degli oceani eviterà che i coralli atteschiscano”.

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