In questa puntata abbiamo parlato del “Metodo Zangirolami”, un metodo naturale utile per rendere una persona più magra impedendo poi il ritorno di un accumulo di peso. Tutto questo grazie a tecniche motorie e alimentari fuse in un’unica metodica in grado di migliorare il metabolismo. Nessun farmaco, integratore o buste sostitutive del pasto, soltanto una assunzione strategica del cibo, che diventa un alleato, e l’esecuzione programmata di una particolare tecnica motoria personalizzata. La tecnica motoria viene studiata in forma diversa per ognuno ed è n grado di attivare in modo cospicuo il metabolismo, stimolando la produzione endogena di determinati livelli ormonali fisiologici.

Ne abbiamo parlato con Fabrizio Reggiani, esperto del Metodo Zangirolami e la dottoressa Bazzoli, responsabile del centro di Brescia.

Il Metodo Zangirolami non promette dimagrimenti miracolosi, né tanto meno dalla sera alla mattina; porta ad un dimagrimento armonico e progressivo, è adatto a tutte le età e sta dando risultati positivi nel 96-98% delle persone che lo adottano come Stile di Vita. Il Metodo, non guarda alla quantità di calorie bruciate dopo un’attività fisica, quanto alla risposta fisiologica data dal corpo a livello ormonale a seguito di determinati stimoli con attività motoria. Una volta compreso questo meccanismo, allora si riesce creare un programma di attività fisica di pochi minuti in grado di attivare molto il metabolismo, ma con uno sforzo ridotto. Il riequilibro del metabolismo ottenuto senza assunzione di farmaci o prodotti erboristici, permette di perdere peso pur mangiando a sazietà e più volte al giorno (da non confondere con la dieta metabolica).

Di seguito alcuni punti fondamentali del metodo.

1 – No allo stress

E’ lui, secondo Ivan Zangirolami, uno dei principali responsabili dell’aumento di peso. Lo stress è causa dell’ aumento di cortisolo nel sangue. E questo aumento spesso porta a consumare junk snack fuori orario o – peggio – alle abbuffate nervose. Curare lo stile di vita, trovare un momento per rilassarsi è il punto di partenza per intraprendere una dieta e ottenere dei risultati. Soprattutto, cercate di capire se il cibo è una fonte di compensazione per voi.

2 – Sì ai carboidrati

Secondo il metodo Zangirolami i carboidrati sono fondamentali e non devono mai mancare, anzi: ben posizionati all’interno della giornata possono riattivare il metabolismo. Il metodo Zangirolami prevede non meno di 200/300gr di carboidrati al giorno (tra pane, pasta e frutta).

3- No al conteggio delle calorie

Il Metodo Zangirolami non prevede il coteggio delle calorie, la forza starebbe nel senso di sazietà dato dai pasti e dagli spuntini durante la giornata. Tanti piccoli pasti distribuiti al momento giusto permetterebbero di non avere picchi di fame incontrollata.

4- Attività fisica: la corsa non è per tutti

«Molti medici consigliano la corsa incondizionatamente a chiunque. Non è detto che il running vada bene per tutti per perdere peso. Trovare l’attività motoria che fa per sé è fondamentale per il successo della dieta perché quell’attività vi accompagnerà per sempre», dice Ivan Zangirolami e aggiunge: «Alle donne, ad esempio, non consiglio mai di allenare le gambe: si ingrossano troppo».

5- Sì al training autogeno

«La dipendenza dal cibo non è tanto diversa da altri tipi di dipendenze. Il cibo compensa delle mancanze. E se non si va all’origine di queste mancanze è difficile mantenere il proprio peso, perché il richiamo del cibo sarà sempre molto forte. Nei nostri centri è possibile, a richiesta, fare delle sedute di training autogeno per rilassarsi e lavorare sulla motivazione che una perdita di peso importante comporta», spiega Zangirolami.

6- Sì al prendersi tutto il tempo

Se volete che i risultati vengano consolidati dovete dare al corpo tutto il tempo per recepire il cambiamento di stile di vita. La nuova dieta e l’attività motoria  devono entrare nella vostra quotidianità e per sempre. I pazienti del  centro Zangirolami vengono tenuti sotto osservazione per un anno almeno, proprio per permettere al fisico di rieducarsi.

7 – Sì al cioccolato (amaro)

La gratificazione  è importante: spesso la frustrazione è alla base del fallimento di molte diete. Un quadratino di cioccolato amaro al giorno aumenta il livello di serotonina (l’ormone della felicità) nel sangue e contrasta lo stress che ci potrebbe portare a comnpiere le pericolose abbuffate di cibo

8- Sì alle giornate libere

Spesso chi è a dieta diventa antisociale proprio perché il regime alimentare imposto è troppo restrittivo. Questo genera frustrazione. Il metodo Zangirolami prevede una o due giornate libere a settimana, a seconda dei casi, con la possibilità di fare qualche sgarro.

9 – Attacco e crociera

La fase iniziale della dieta non è necessariamente più restrittiva di quella di mantenimento, è solo mirata alla riattivazione del metabolismo. Una dieta rigida ha il vantaggio di dare subito delle soddisfazioni, ma diventa difficile da rispettare nel lungo periodo. Per questo motivo il “metodo” prevede un dimagrimento molto lento. La successiva fase di “crociera” contempla semplicemente delle libertà in più. Resta invariata invece l’attività motoria che deve essere comunque svolta per almeno tre o quattro volte alla settimana.

10 – Un approccio olistico

Sia che dobbiate perdere 5 o 25 chili, dovete prendervi tutto il tempo per cambiare vita. E per sempre. Chi è in cura presso il centro viene monitorato costantemente e per un anno per capire se è stato attivato un vero cambiamento. Non solo, durante i mesi di dieta il paziente apprenderà come rientrare “en regime” dopo uno sgarro. E come non fare dello sgarro un’abitudine.

 

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