Paratie metalliche ingabbiano la Palata Malcontenta e vengono installate quattro turbine a motore, che saranno azionate dal flusso dell’acqua ridotta a fattore meccanico finalizzato alla produzione di elettricità rinnovabile, per quel salto di circa un metro che ha reso possibile l’autorizzazione di una centralina
idroelettrica da 485 kilowattora all’interno di una derivazione che era una piccola oasi naturale. Quel che preoccupa nel cantiere attivo nella Palata Malcontenta, che fa parte del Parco del Serio, è la normalità: non c’è nulla di eccezionale infatti nei lavori commissionati dalla società Iniziative Bresciane, ma questo progetto è quasi uguale a quello che potrebbe essere realizzato nella riserva naturale Palata Menasciutto a poche centinaia di metri di distanza. L’accordo di programma è lo stesso, identica è la società. Quel che
cambia completamente è la Palata Malcontenta, che non era salvaguardata da norme severe. Come nota Romano Sacchi, del comitato Salviamo il Menasciutto “Un simile lavoro non dovrebbe neppure essere
concepito in un luogo protetto come il Menasciutto, dove le leggi di tutela ambientale esistono proprio per evitare questo”. Da un anno la procedura di autorizzazione unica ambientale è ferma negli uffici del
settore Ambiente dell’amministrazione provinciale. La legge, ricorda il comitato, vieta qualunque cantiere nella riserva naturale. Non è decisivo il fatto che il Parco del Serio l’anno scorso ha manifestato alcune riserve sul progetto di Iniziative Bresciane, poiché consumerebbe una quota eccessiva di habitat. La società ha opposto osservazioni, tuttavia l’iter autorizzativo si è bloccato. Al contrario il destino della Palata Malcontenta è segnato, così come cambia il panorama della Palata Babbiona: dopo sei secoli, le
derivazioni irrigue vengono adibite a produzione di energia, grazie a un accordo, siglato nel 2008 tra Parco del Serio, società privata e i quattro Comuni interessati: Casale Cremasco, Ricengo, Pianengo e
Sergnano. Altro ostacolo, per la società bresciana, è costituito dalla delibera regionale che limita fortemente la potenza delle centraline elettriche installabili. La decisione finale, però, spetterà all’amministrazione provinciale.

 

Paolo Zignani

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