Tenere crostacei vivi in frigo o sul ghiaccio è maltrattamento di animali. A stabilirlo una sentenza della Cassazione che precisa che il comportamento è fonte di sicure sofferenze per gli animali. Sono le motivazioni alla condanna inflitta lo scorso gennaio ad un ristoratore di Campi Bisenzio al pagamento di un’ammenda di 5mila euro, poiché manteneva i crostacei vivi in frigorifero e con le chele legate. I crostacei devono essere «tenuti in acquari a temperatura e ossigenati», e sulle logica del risparmio deve prevalere quella del rispetto del benessere animale.  Secondo la Cassazione la comunità scientifica riconosce (finalmente) anche ai crostacei lo status di esseri senzienti; essi vengono protetti dal maltrattamento per quanto riguarda il periodo di detenzione, ma la legge ancora non dice nulla sulla modalità della loro preparazione, dal momento che vengono cucinati  quando sono ancora vivi. Questo ultimo aspetto, come precisa la Cassazione – è considerato lecito in quanto risponde ad una consuetudine sociale. Eticamente però gli animalisti non possono che dissentire da una giustificazione del genere.

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