Il 34% degli italiani, durante il periodo estivo, mette su peso, ma non sempre solo per gli eccessi alimentari. Di questi solo il 25% ha pensato di fare una verifica sul funzionamento del proprio metabolismo. Il metabolismo certo dipende da molteplici fattori, quali l’età, il sesso, lo stress, la situazione ormonale. Certamente in estate siamo tutti più esposti a prender peso, sia perché durante le ferie siamo meno predisposti a seguire diete, sia perché in molti, con il grande caldo, rinunciano a molte delle proprie attività fisiche. Ma sono pochi quelli che hanno pensato che una parte del loro problema potrebbe derivare da una disfunzione del metabolismo, che oltretutto in estate e con le alte temperature, può essere persino rallentato.

Sono soprattutto le donne che riscontrano i maggiori problemi legati al metabolismo, anche se questo deriva anche da una minore attenzione al problema da parte degli uomini. Ma è anche possibile riattivare il nostro metabolismo grazie al Metodo Zangirolami, che utilizza semplicemente piccoli accorgimenti alimentari e cambiamenti nello stile di vita. Questo permette non solo di perdere peso o di superare alcuni disturbi connessi, ma anche di mantenere i risultati nel tempo, cambiando il modo con il quale il nostro corpo “brucia” l’energia assunta per vivere.

In studio con noi abbiamo Fabrizio Reggiani, esperto del Metedo Zangirolami e la dottoressa Elena Bazzoli, responsabile del centro medico di Brescia del Metodo Zangirolami,  medico chirurgo, neurologa e ricercatrice (per 7 anni ha fatto parte di un gruppo di ricerca presso il Memorial Sloan Kettering cancer center di New York dove sono stati fatti studi sui tumori cerebrali scoprendo in che modo il fattore di trascrizione nucleare agisce sull’aggressività del tumore attraverso le mutazioni genetiche e mediate con l’utilizzo delle cellule staminali.

Insieme alla dottoressa parliamo dei danni irreversibili a livello nervoso centrale e periferico in conseguenza a diverse patologie come diabete, ictus e problemi cardiovascolari. Nel caso del diabete è proprio il costante elevato livello glicemico a causare la polineuropatia. Con lei parleremo di dimagrimento medico in pazienti patologici (effetti del diabete a livello neurologico ed ictus).

È cosa nota oramai in letteratura che l’obesità è strettamente correlata con l’insorgenza del diabete di tipo 2 – circa la totalità degli obesi sviluppa il diabete – con maggiori tassi di infertilità e con alcuni tumori. La maggior parte delle donne obese prima o poi riceve una diagnosi di cancro alla mammella. L’obesità sta inoltre superando il fumo come principale causa di morte prematura ed è responsabile di oltre il 70% dei casi di diabete.

Oggi, più di un adulto su due e quasi uno su sei bambini sono in sovrappeso o obesi nell’area Ocse. L’epidemia di obesità – come la definisce l’Ocse – si è diffusa ulteriormente negli ultimi cinque anni, anche se a un ritmo più lento degli anni precedenti. Nonostante ciò, le nuove proiezioni mostrano un aumento continuo dell’obesità in tutti i paesi analizzati. Per il futuro, le proiezioni dell’Ocse mostrano un costante aumento dei tassi di obesità fino al 2030.

Due miliardi di obesi nel mondo e quattro milioni le persone che, nel 2015, hanno perso la vita per un problema di salute legato al proprio eccesso di peso. Dallo studio emergono che ben 600 milioni di adulti e oltre 100 milioni di bambini sono obesi. Gli adulti, ovvio, per una questione anagrafica, sono più esposti alle conseguenze dell’eccesso ponderale, come malattie cardiovascolari, disturbi metabolici e tumori (tiroide, esofago, stomaco, pancreas, fegato, colon-retto, seno, ovaie, utero, rene). Ma l’attenzione deve necessariamente rivolgersi anche ai bimbi potenziali obesi di domani e a una loro corretta educazione alimentare. Dalla ricerca emerge inoltre come non occorra essere obesi per rischiare di mettere a repentaglio la propria salute, ma basta già essere in sovrappeso, riconoscibile con un indice di massa corporea compreso tra 25 e 30.

 

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