Anche il canile diventa terra di conquista. Come già in altri settori, come ad esempio la piscina comunale, la gara d’appalto per la gestione delle strutture non premia la realtà cremonesi. Soltanto l’associazione Anpana infatti ha presentato un’offerta per la gestione del rifugio del cane, e Anpana già gestisce “La cuccia e il nido” di Calvatone, nel Casalasco, dove vengono portati i cani di Cremona, in attesa del nuovo canile sanitario, che verrà costruito dal Comune per la prossima primavera – il progetto esecutivo è stato già adottato dalla giunta – e del rifugio che dovrebbe essere attivato da gennaio. La conseguenza paradossale è che in città i canili sanitari e dei rifugi potrebbero essere due e in concorrenza tra loro, anche se negli ultimi vent’anni il numero dei quadrupedi senza padrone, ospiti del Comune e dell’Ats, è ridotto. Tra l’amministrazione e l’associazione Zoofili cremonesi, che ha gestito il rifugio di via Casello per vent’anni, continua il braccio di ferro a colpi di ricorsi al Tar, da parte dell’associazione, e al consiglio di Stato da parte del Comune.  In municipio intanto si riunirà la commissione giudicatrice, che valuterà l’idoneità dell’offerta di Anpana, già oggetto di contestazione presso il Tar, al punto che il Comune ha dovuto rifare la gara. In caso di idoneità, sarà esaminata la proposta economica: la base di gara è 80mila euro più eventuale Iva per una gestione di due anni.
Fino al 31 dicembre i cani smarriti saranno destinati a Calvatone, a oltre 30 chilometri di distanza, per effetto della proroga decisa dall’amministrazione poche settimane fa, contro la quale potrebbe scattare un nuovo ricorso degli Zoofili. Il progetto del Comune prevede in ogni caso una svolta. Il rifugio sarà organizzato in modo nuovo, con un
Osservatorio dedicato al benessere degli animali di affezione, gatti compresi, con la partecipazione di un rappresentante dei Comuni convenzionati, di delegati dell’Ats, dell’Ordine dei veterinari e delle associazioni. L’obiettivo, tanto più dopo i fatti che hanno condotto a un processo penale, è la massima trasparenza e condivisione con i cittadini.

Paolo Zignani

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