Cremona. Infortunio domestico e ricovero al Pronto soccorso, pochi giorni fa, per Giacomina Rescali a causa di una caduta accidentale accanto al tavolo della cucina, a tarda sera, usando il girello con il quale è costretta a muoversi per effetto dell’invalidità dell’anca. Un’invalidità al 100% dovuta alle conseguenze di un’operazione chirurgica. La signora, che abita in un alloggio del Comune nel complesso di largo Pagliari, aveva chiesto aiuto all’assistente sociale per potersi muovere in casa e in particolare per lavarsi. Nulla da fare. Il Comune non concede il Sad – servizio di assistenza domiciliare – se non a pagamento, per un problema con l’Isee. Inoltre sono arrivate nuove lettere dell’agenzia di riscossione del Comune, la Ica-Abaco, che richiede il pagamento complessivo di 6.553 euro all’Aler, per il canone dell’appartamento Aler di via Cattaneo che doveva essere versato, come riferisce la signora, dall’ex marito. Gli anni di morosità sono diversi e il debito si è accumulato. E in più ci sono 410 euro di tassa rifiuti in arretrato. L’appello a un funzionario comunale verso il quale prova fiducia, Luca Ferrari, non potrebbe essere più accorato. Giacomina è in lacrime perché teme di non poter lasciare Cremona e ottenere il trasloco in una casa popolare di Crema, accanto a un parente che potrebbe aiutarla nei momenti difficili. Dagli uffici dell’amministrazione non arrivano risposte incoraggianti: l’assistente sociale, sentita per telefono, afferma che non pagherà i bollettini dell’agenzia di riscossione. Il rischio può essere lo sfratto. La vita si complica, pur con la pensione reversibile dell’ex marito, 500 euro, la pensione d’invalidità, da 280 euro, e un assegno di accompagnamento di 490, e una serie di farmaci da assumere e di cure da sostenere. Giacomina insiste: il Comune dà aiuto agli alcolizzati, ai drogati, agli extracomunitari, e qui non viene mai l’assistente sociale a rendersi conto di persona delle difficoltà.

 

Paolo Zignani

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