Nemmeno un’intera giornata di pioggia è servita a liberare la provincia di Cremona dalla morsa delle polveri sottili pm10, che ieri in piazza Cadorna hanno tenuto un livello di 57 microgrammi al metro cubo e a Spinadesco di 52, mentre il dato Arpa di via Fatebenefratelli non è disponibile. Il dato si è dimezzato, rispetto a sabato, senza però scendere sotto la soglia d’allerta. Così il Comune ha dovuto prolungare il primo livello di blocco del traffico, che ha dimostrato la propria immediata efficacia solo per la riduzione del black carbon, una miscela di specie chimiche organiche diverse, che comprende anche ossidi metallici e polveri silicee. Le polveri sottili resistono ancora, e anche le pm 2,5 restano elevate, a quota 43 in piazza Cadorna. A Soresina le pm 10 sono scese a 30 ma a Crema la media giornaliera è a 71. I carburanti fossili e le loro polveri continuano però a dominare il panorama del territorio. Nelle immediate vicinanze di Crema, a Ripalta Cremasca, sono infatti previste altre trivellazioni, allo scopo di attivare quattro nuovi pozzi da collegare con delle condotte agli impianti cluster A e cluster D dello stoccaggio di gas già esistente, e quindi procedere con un aumento di pressione del 10%, già autorizzato dai ministeri dello sviluppo e dell’ambiente. Il consiglio comunale di Pianengo si è opposto, approvando la mozione di Andrea Serena (Rifondazione comunista). Il governo non ha dato alcun segno di considerare le preoccupazioni dei cittadini di Pianengo. Lo stoccaggio Stogit esiste dal 1967, comprende 35 pozzi e un impianto di compressione da 46.600 kilowatt. Le preoccupazioni riguardano le fughe di gas, che a Sergnano, in un impianto analogo, hanno raggiunto dimensioni consistenti, da un milione e mezzo di metri cubi l’anno, secondo i dati forniti dal gestore Stogit. Il progetto già autorizzato prevede a Ripalta Cremasca l’attivazione di una nuova centrale di pompaggio del gas da 35 megawatt. L’aumento di pressione potrebbe accrescere la dispersione di gas. Malgrado la continua crisi delle polveri sottili e dell’inquinamento atmosferico, con due sforamenti del limite ogni tre giorni, il progetto non si ferma.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata