Le conseguenze della crisi economica sono ancora così gravi che i 47 Comuni del distretto cremonese, nell’assemblea della settimana scorsa presso la sede dell’Azienda sociale di via Sant’Antonio del Fuoco, hanno deciso di aumentare gli investimenti, aumentare il numero delle assistenti sociali e riorganizzarne l’attività. L’obiettivo è rendere accessibili i servizi a tutti i cittadini dal 2018, come sinora non è accaduto. In alcuni Comuni nemmeno esiste il Sad – servizio di assistenza domiciliare, l’assistente sociale è presente solo una o due ore la settimana, o poco più, come deciso anni fa, e chi ha bisogno di aiuto non riceve attenzione, a meno non abiti in un Comune che per volontà politica o per aver coltivato i rapporti con altre istituzioni, come l’Ats, riesce a ottenere di più. Ci sono quindi cittadini di serie A e di serie B. Secondo le linee di indirizzo approvate in questi giorni, le assistenti sociali saranno una ogni 5mila abitanti a partire dall’anno prossimo, per lavorare in gruppo su aggregazioni di Comuni di 20mila abitanti, con l’obiettivo di ascoltare i cittadini in difficoltà e dare risposte, cercando eventuali fondi per finanziare i progetti. Oggi non è possibile: o l’assistente sbriga le pratiche burocratiche, come quelle incombenti del Reddito di inclusione sociale, o riceve le persone. Sarà quindi introdotta la figura del segretariato sociale, che si occuperà della parte burocratica. I gruppi di assistenti uniranno competenze diverse in modo da potersi rivolgere all’Ats e altre realtà, per trattare con i settori più specifici, come la psichiatria. Occorrerà poi cambiare il modo di lavorare, orientando i servizi alle legittime richieste dei cittadini, come sinora non è stato fatto.
Solo ora infatti i Comuni si stanno organizzando per affrontare gli effetti della crisi economica, in un territorio dove circa il 10% degli abitanti chiede aiuto. Per le amministrazioni esiste ancora, nel 2017, il problema dell’accessibilità dei dati statistici, che toccherà ora all’ufficio di piano mettere a disposizione, in modo che ogni Comune possa disporre di una sorta di mappa statistica del bisogno e dei servizi esistenti sul territorio.
Il compito di realizzare la svolta, su mandato dei sindaci, spetta ora al comitato esecutivo e al consiglio d’amministrazione dell’azienda sociale, presieduto da Giuseppe Tadioli. La politica territoriale, molto attesa, si fa strada e chiede a Cremona e territorio di riconoscersi e collaborare.

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