Durante questa puntata dedicata al Metodo Zangirolami, insieme a Fabrizio Reggiani esperto di questo metodo di dimagrimento naturale e fisiologico accompagnato da due donne che ci hanno aiutato a capire le difficoltà del dimagrimento femminile: la signora Gloria Ori Tanzi e Marika Molina.

La Signora Gloria Ori Tanzi si è avvicinata al Metodo Zangirolami perché in concomitanza della menopausa, le è stata diagnosticata la Sindrome metabolica che l’ha portata ad ingrassare di ben sei kg. Gloria, da sempre attenta alla alimentazione, al suo aspetto fisico ed ovviamente alla salute, non accettava di pesare quasi 55 kg. Di per sé il peso non era comunque eccessivo (altezza 160 cm per 55 kg), ma il rischio di continuare a mettere un chilo al mese (come negli ultimi 6 mesi), l’avevano portata ad avere una grossa preoccupazione con il pensiero che sarebbe diventata presto in sovrappeso.

Così ha iniziato il percorso non per dimagrire ma per un riequilibrio alimentare anche se presentava peraltro un’elevata presenza di colesterolo nel sangue (247 a maggio 2017) all’inizio del percorso. Nonostante sia partita con un BMI normale (21.5) e con un peso corporeo pari a 54.7 kg è riuscita con la buona comprensione e applicazione sistematica del metodo Zangirolami, (nell’arco di sei/sette mesi) ad ottenere un riequilibrio metabolico del livello del colesterolo (191 a settembre 2017) e un miglioramento fisico complessivo con riduzione di peso corporeo (7 kg) e tre punti di BMI oltre che ad un buon riequilibrio degli indici antropometrici principali. A Gennaio 2017 Gloria pesava 55 kg ed a novembre 2017 pesa 47,5 kg.

Marika Molina ha 40 anni, sposata e senza figli. Fin da ragazzina ha sempre avuto problemi legati al sovrappeso che l’hanno portata nel corso degli anni ad affrontare decine di diete aiutata da vari specialisti: dietologi e nutrizionisti. 13 anni fa la situazione è completamente peggiorata in quanto non riusciva più a camminare a causa del forte dolore e gonfiore alle gambe.

Si è sottoposta a decide di trattamenti di presso terapia, meso terapia, liposuzione, liposcultura.. etc.. ma nessuno di questi le aveva dato una soluzione definitiva ma neanche migliorativa in quanto il suo linfo-edema continuava a peggiorare. A gennaio 2017 pesava ben 80,3 kg per una altezza di 165 cm. Dopo aver letto il libro del dottor Zangirolami si è decisa ad apprendere il Metodo ed oggi, dopo sei mesi, pesa 62,5 kg . Felicissima perché ha potuto dire addio alla taglia 48 per passare alla 40…

Insieme abbiamo anche commentato alcune casistiche che riguardano la sfera femminile collegate all’obesità e al diabete.

Il 20,8% delle donne italiane fuma, il 23,8% è in sovrappeso e il 34,3% è sedentario. Troppe ragazze smettono di fare movimento prima dei 20 anni, anche se in realtà lo sport dovrebbe essere parte essenziale della quotidianità di ogni donna in tutte fasi della vita.

Oltre 1.5 milioni di italiane sono diabetiche. Le donne sono più vulnerabili e a rischio maggiore di complicanze.  Secondo l’Associazione Medici Diabetologi, nella popolazione femminile,  il diabete è tra le principali cause di mortalità. In tutto il mondo, si contano 199 milioni di donne colpite dalla malattia; le pazienti con diabete di tipo 2 hanno un rischio 10 volte più elevato di sviluppare patologie cardiovascolari.
In particolare, una ricerca condotta dal Gruppo Donna di AMD su oltre 450.000 assistiti, con diabete di tipo 1 e 2, in cura presso un terzo dei servizi diabetologici d’Italia, ha evidenziato notevoli differenze di genere in termini di risposta alle terapie.

In tutte le fasce d’età, le donne hanno maggiori difficoltà nel mantenere il controllo glicemico e il profilo lipidico è decisamente peggiore rispetto a quello degli uomini.

Anche le complicanze cardiovascolari sarebbero più frequenti: l’infarto colpisce infatti le pazienti con glicemia elevata più spesso e in maniera più seria, con un tasso di mortalità più alto. A spiegare questa particolare “aggressività” del diabete in rosa vi sono probabilmente le differenze biologiche legate al diverso assetto ormonale nelle varie fasi di vita della donna ma anche una diversa risposta ai farmaci.

Per una maggiore comprensione del metodo vi consigliamo la lettura del libro “Chi ha detto che per dimagrire bisogna mangiare poco?” scritto dal Dottor Ivan Zangirolami, dottore in scienze motorie ed ideatore del omonimo metodo che ha già fatto dimagrire migliaia di persone. Secondo i risultati da lui ottenuti, non serve mangiare poco per dimagrire. Anzi, sarebbe dannoso perché farebbe rallentare ancora di più il nostro metabolismo. Insieme al dottore parleremo dunque delle tecniche alimentari e motorie fuse in un’unica metodica che riesce a far perdere peso senza sentire la fame.

Contatti:

METODO ZANGIROLAMI

Centro Zanzirolami di Milano: Via Burlamacchi 11 Porta Romana tel 02/5450652

Centro Zangirolami di Carpi: Via 3 febbraio tel 059/654239

Per appuntamenti al centro medico di Brescia chiamare tel 02/5450652

Per chi fosse interessato al Metodo Zangirolami presso l’Hotel Adler

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