I primi sei trapianti di microbiota intestinale (conosciuto anche come flora batterica) su bambini italiani sono stati realizzati per la prima volta nel nostro paese all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Il trapianto, gia’ realizzato all’estero, e in Italia solo su pazienti adulti, è stato usato come terapia sperimentale su piccoli affetti da malattie infiammatorie intestinali (morbo di Crohn), malattia del trapianto contro l’ospite (GVHD) – nella sua forma acuta e con interessamento intestinale – ed in un paziente affetto da sindrome da attivazione macrofagica di origine genetica, una rara patologia del sistema immunitario, derivante da un disordine delle funzioni immunoregolatorie.

”Si tratta di un grande passo avanti ma allo stesso tempo bisogna essere prudenti e attendere ancora per valutare compiutamente l’efficacia di questi trapianti nella fase di follow up di ogni specifica patologia. La cosa importante è aver codificato” ha spiegato la dottoressa Lorenza Putignani, responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Parassitologia del Bambino Gesù.

L’insieme dei microorganismi che costituiscono il microbiota intestinale, un tempo denominato flora intestinale, svolge un ruolo fondamentale nella salute umana. È formato da trilioni di batteri e svolge la funzione di “centrale biochimica” dell’intestino, trasforma il cibo ingerito, produce energia, regola l’immunità della mucosa intestinale e funge da barriera”.

Al tema del microbiota e delle sue applicazioni è dedicato il primo convegno nazionale in campo pediatrico, che si è svolto mercoledì 22 novembre, a Roma. Il focus è stato ‘ il trapianto fecale in relazione a numerose patologie: cancro, fegato grasso, malattie infiammatorie intestinali, malattie neurologiche, allergie, infezioni da batteri multiresistenti.

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