lI suono sporco di Jimi Hendrix è perfetto per introdurre lo spettatore all’interno della mostra “Revolution”, che la Fabbrica del Vapore di Milano dedica alle storie, ai protagonisti e ai luoghi di un periodo, gli anni tra il 1966 e il 1970, che cambiò per sempre le vite di una generazione di giovani e, per estensione, di tutta la società. Tra musica, moda, film, ideologia, va di nuovo in scena un momento storico problematico ma fertile. Tra manifesti anti Nixon e inni alle culture alternative va in scena un racconto collettivo che passa, molto, anche attraverso la ricostruzione dei look di quel periodo. Clara Tosi Pamphili ha curato proprio la sezione dedicata alla moda. Eccentrici ed eccessivi, lisergici e innamorati: gli anni del nostro passato a volte tornano, con quel fascino immutabile che la parola “rivoluzione” continua a portare con sé.

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