I ristoranti galleggianti, secondo il comune di Milano, sono incompatibili con i vincoli ambientali cui sono soggetti i Navigli. Per questo, stamani, sono iniziate le operazioni di rimozione, che dureranno fino al 5 gennaio e che sono scattate perché il Tar ha rigettato l’ultimo ricorso dei porprietari dei barconi che, però, non saranno completamente smantellati. Al momento viene tolta la parte superiore per permettere di sollevarli dal Naviglio Pavese e poi portarli, con un trasporto eccezionale, in un deposito. Due saranno spostati nella notte, due domani notte e l’ultimo venerdì. Solo questo sarà trasportato via acqua attraverso il canale Villoresi. Alle operazioni stanno partecipando 18 fabbri, una quarantina di operai e il personale dell’impresa di trasporti. Per delimitare l’area, invece, fin dalle cinque di questa mattina sono impegnati una trentina di agenti di polizia locale , con polizia e carabinieri, per delimitare l’area. Tra i proprietari però serpeggia malumore e non mancano le polemiche, perché la vicenda si trascina da tempo, a suon di ricorsi contro il comune meneghino, che dicono, “Così uccidono i navigli. Oggi rimangono a casa 10 persone, 240mila euro stimati di investimenti per i prossimi due anni, 70mila euro di costi di asportazione del barcone che non si sa chi pagherà”. Inoltre, fanno sapere sempre i porprietari, “Da quando hanno costruito la Darsena: molti negozi e locali sono chiusi”. La zona è stata transennata e circondata da Polizia Locale e forze dell’ordine in tenuta antisommossa: un impiego di forze immotivato, secondo alcuni che lamentano il fatto di non essere stati nemmeno avvisati. Tornando sulla vicenda del contenzioso col Comune, uno dei proprietari spiega che “Le autorizzazione sono state date e poi revocate dopo un anno, dopo aver fatto investimenti. C’è ancora un ricorso pendente. È vero che non è stata ottenuta la sospensiva che era stata richiesta a luglio, ma il ricorso è ancora in essere, non è stato ancora discusso nel merito. Il Comune, quindi porbabilmente non avrebbe potuto rimuovere nulla prima della discussione e dell’udienza in merito della causa”. Anche l’assessore alla Sicurezza di Milano, Carmela Rozza, ha commentato le operazioni dicendo che “Dopo 25 anni, finalmente, si mette la parola fine a una querelle che non ha eguali. Questa è un’operazione imponente che blocca l’area per tre giorni” e implica, per il trasporto speciale, anche la rimozione di un semaforo e di alcune linee aeree dei tram per permettere il passaggio dei barconi con il trasporto speciale su autoarticolati. “Per questo abbiamo deciso di eseguirla in questi giorni di vacanza”.

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