Cremona. Ci vorranno cinquant’anni, per Legambiente, perché si possa parlare di salubrità dell’aria, per quel che riguarda le polveri sottili pm 10, a meno che Regione e Comuni non prendano provvedimenti decisamente più efficaci. Tutte le province lombarde risultano in grave difficoltà, nel bilancio del 2017 presentato dall’Arpa: Cremona però è la regina dello smog, con i suoi 105 giorni di sforamento annuo della soglia d’allerta. Cremona ha superato in negativo tutti i capoluoghi di provincia, davanti a Pavia con 101, mentre persino Milano ha un’aria più pulita con 96 giorni. Lodi ha segnato 90 sforamenti, Mantova 87, Brescia 81, Bergamo 70. Solo Sondrio è in regola con le norme europee, con i 22 giorni. Dal Pirellone l’Arpa Lombardia sostiene che dal 2001 in poi i dati annuali sono in miglioramento, e che il 2017, caratterizzato da siccità, non ha fatto segnare alcuna inversione di tendenza, mentre i provvedimenti presi a vari livelli dalla pubblica amministrazione si dimostrano efficaci. In gennaio e ottobre le precipitazioni solo arrivate solo a 6 e 10 millimetri al mese: un vero e proprio cambiamento climatico. Legambiente non esulta, perché forse, precisa la presidente lombarda Barbara Meggetto, si sta esaurendo l’effetto positivo dei miglioramenti dei veicoli a motore. Non si potrà passare il prossimo mezzo secolo a fare la danza della pioggia: ci vuole una riforma drastica che estingua i motori diesel e abbatta le emissioni inquinanti della zootecnia. Solo Cremona, in tutta la Lombardia, supera la media annua di 40 microgrammi di pm 10 per metro cubo, sforando anche questo parametro di legge. E Legambiente nota che la città subisce emissioni da traffico, industria, impianti termici con un contributo rilevante delle emissioni agrozootecniche, da cui dipende gran parte della formazione di polveri. Il Pria, Piano regionale degli interventi per la qualità dell’aria, non basta più, come non è sufficiente il protocollo antismog firmato da Regione e Comuni, dato che incombe il cambiamento climatico. Ieri Cremona ha segnato un altro sforamento, 51 microgrammi in piazza Cadorna e 56 a Spinadesco. Il blocco del traffico, però, secondo le norme regionali, è stato tolto.

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