Il giorno dopo la piena improvvisa del Po, Cremona conta i danni e si interroga sulla gestione dell’emergenza. Un’onda di piena improvvisa (ma prevedibilissima), ha causato danni agli attracchi delle canottieri e di tutte le strutture fluviali e un’ondata di proteste per sottolineare che il sistema di allarme sul Po, da Torino, Pavia, Cremona in poi non funziona. Dalla zona Mandracchio fino a foce Morbasco tutto il personale delle canottieri e delle società motonautiche era al lavoro fin dalle prime ore del mattino, per allentare cime e catene di ancoraggio, evitare che le barche o le zattere andassero sotto acqua. Una situazione considerata gestibile da Francesca Pontiggia del consiglio di amministrazione di Padania Acque se solo gli enti preposti avessero dato l’allerta.

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