Il mondo sarà molto più arido e quindi più vulnerabile a siccità e incendi senza un freno al riscaldamento globale . Lo suggerisce un nuovo studio pubblicato su Nature Climate Change secondo il quale se la temperatura terrestre aumenterà di 2 gradi centigradi, soglia “limite” indicata dall’accordo sul clima di Parigi, oltre un quarto delle terre diventerà significativamente più secco. Contenere il “global warming” entro un grado e mezzo rispetto ai livelli pre-industriali – obiettivo più ambizioso di Parigi – secondo gli scienziati ridurrebbe di molto la porzione di pianeta che andrebbe incontro a simili cambiamenti. A beneficiarne maggiormente sarebbero parti del Sud-Est asiatico, l’Europa meridionale, l’Africa meridionale, l’America centrale e l’Australia meridionale “dove oggi vive il 20 per cento della popolazione mondiale”. I risultati sono il frutto del lavoro di un team internazionale guidato dalla Southern University of Science and Technology (SUSTech) di Shenzhen, Cina, e dall’ateneo britannico dell’East Anglia. L’aridità, spiegano i ricercatori, è la misura della secchezza della superficie terrestre, ottenuta combinando i dati di precipitazioni ed evaporazione. Il team ha studiato le proiezioni di 27 modelli climatici globali e ha identificato le aree del globo in cui l’aridità è soggetta ai cambiamenti maggiori con un aumento della temperatura globale di 1,5 e di 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali. Terreni più aridi, sottolinea uno degli autori, Chang-Eui Park, hanno un impatto critico su “agricoltura, qualità dell’acqua, biodiversità”, oltre a causare “più siccità e incendi, simili a quelli visti in California.

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