Il consigliere comunale di Sergnano Enrico Duranti, candidato alla Camera per la lista “Per una sinistra rivoluzionaria”, chiede un registro dei tumori e l’intervento della magistratura, dal momento che non sono stati presi provvedimenti per sanare lo stato di contaminazione delle acque. Nell’estate scorsa la ditta Flamma di Isso, in provincia di Bergamo, dalle proprie analisi avvisava di aver trovato inquinamento nella falda acquifera. Una nota dell’Arpa del primo agosto 2017 avvisava l’amministrazione provinciale di Cremona di aver riscontrato il superamento delle soglie del benzene, del toluene e degli idrocarburi totali, oltre a superamenti dei limiti di tetraidrofurano e diclorometano, con presenza anche di etere isopropilico. Dopo altre analisi si è saputo che in tre pozzi a Castel Gabbiano e Camisano, nel Cremasco, sono stati riscontrati dalla stessa ditta chimica bergamasca superamenti di soglia del triclorometano (cloroformio) e di tetracloroetilene (trielina), sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene, di cui però Flamma non fa uso. Il caso si trascina ormai da anni, dal 2014, quando la ditta chimica aveva dato il primo avvertimento. E’ stata l’Arpa a incaricare Flamma di fare ulteriori analisi, con risultati che hanno indotto il sindaco di Casale Cremasco, Antonio Grassi, a chiedere nel settembre scorso precisazioni sulla localizzazione dei pozzi, per ricevere risposta solo tre mesi dopo, in dicembre. Nessun altro Comune però si è attivato. Oltre tutto, le analisi sono state eseguite nel Cremasco con grande ritardo, quasi sei mesi dopo la nota dell’Arpa all’amministrazione provinciale. Il rischio, a questo punto, come segnala Duranti, è che gli inquinanti siano scesi in profondità oppure che siano stati già ingeriti da uomini e animali. Inoltre andrebbero eseguite nuove analisi per definire meglio i confini della zona interessata dalla contaminazione, che potrebbe essere molto più ampia, visti i risultati delle analisi compiute a Vailate. La richiesta del consigliere d’opposizione non è però stata accolta dalla maggioranza che amministra Sergnano: in consiglio comunale il sindaco Gianluigi Bernardi non ha manifestato preoccupazione. Un problema che potrebbe interessare diversi altri Comuni del Cremasco, sul quale però, sinora, non sono stati presi provvedimenti.

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