Le persone che si sono recate in Comune per chiedere informazioni sul Rei, il Reddito di inclusione sociale, sono già circa 800, un dato che è raddoppiato in un solo mese, e che può far pensare a un aumento dei casi di povertà e fragilità sociale. Il reddito di inclusione sociale infatti è stato assegnato solo a un centinaio di beneficiari, selezionati con criteri particolarmente restrittivi, accompagnato sempre da un progetto personalizzato. La richiesta di aiuto appare tuttavia molto più elevata. Secondo una stima dell’assessore alle Politiche sociali Mauro Platé gli aventi diritto, a Cremona, potrebbero essere anche 450. La misura di sostegno, che dipende da una legge nazionale, è stata già attivata ma le domande potrebbero aumentare. Non sono mancate proteste, riguardanti però casi limitati, di persone la cui situazione lavorativa è cambiata recentemente, tanto che l’Inps ha dovuto compiere le verifiche rituali. Le domande infatti si presentano in Comune, che dopo gli opportuni controlli le inoltra all’Inps, cui spetta erogare il reddito di inclusione tramite una carta elettronica, utilizzabile per gli acquisti di prima necessità. Secondo una ricerca dell’istituto di ricerche sociali della Regione Lombardia, Eupolis, risalente a quattro anni fa, la città di Cremona, dopo Varese e Milano, presentava un indice di povertà tra i più elevati in Lombardia, il 9,3%, considerando le dichiarazioni dei redditi fra il 2005 e il 2010, mentre una decina di Comuni del Cremonese risultavano a svantaggio economico elevato. Non sono state svolte ricerche negli ultimi anni. La versione dell’assessore Mauro Platè è che il sistema di protezione sociale organizzato dal Comune sta reggendo l’urto delle richieste di aiuto, anche grazie a un incremento della spesa sociale.

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