Ancora delusione a Cavatigozzi, dove un’altra richiesta del comitato di quartiere 3 è rimasta priva di risposta. L’edificio di via Riglio 18 E, un’ex carrozzeria che si trova in uno degli ingressi del centro abitato, all’incrocio con via Acquaviva, figura nell’elenco dei siti censiti dall’Ats Val Padana come non bonificato. In diversi altri fabbricati dell’area artigianale e commerciale di via Riglio l’amianto è stato eliminato, ma non nell’ex carrozzeria, un piccolo capannone dove l’attività è chiusa e la pericolosa sostanza resta indisturbata al suo posto. La quantità di eternit verificata dall’Ats è di 580 metri cubi: l’anno di posa è il 1980. Caso significativo perché l’ultimo incontro fra gli esponenti del direttivo del comitato di quartiere, l’Ona onlus e il Comune ha accertato un dato di fatto: che le lettere protocollate dai rappresentanti dei cittadini che si rivolgono agli uffici dell’amministrazione spesso vanno perdute.
La fibra killer rimane anche nell’ex Auricchio, a Cavatigozzi, senza che si faccia la bonifica, come ugualmente regna nell’area industriale, dove però nulla ancora si muove e non si prendono decisioni, anche se il malumore dei residenti cresce, di fronte all’unico dato di fatto certo: la presenza di amianto in quantità ancora rilevanti e la paura dei cittadini che non sempre si sentono ascoltati. L’amministrazione comunale, precisamente l’ufficio ambiente diretto da Mara Pesaro, promette un resoconto completo e un aggiornamento sulle risposte date o non date dal Comune a tutte le segnalazioni di verosimile presenza di amianto pervenute dai cittadini di Cavatigozzi. L’amministrazione promette che nulla sarà trascurato: resta però il grave problema della difficoltà delle bonifiche su edifici privati, quando per i più disparati motivi non c’è pieno consenso o disponibilità da parte della proprietà.

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