Il 22 dicembre 2017, Netflix, il leader mondiale dello streaming, ha trasmesso il settimo episodio della sua serie “72 animali pericolosi in America Latina”. Prende di mira le scimmie urlatrici, accusandole di trasmettere la febbre gialla agli umani. Ma c’è un problema: la febbre gialla è una malattia letale trasmessa agli esseri umani dalle zanzare. Il contagio si propaga ad opera delle zanzare e dagli essere umani infetti. Le scimmie urlatrici sono spesso accusate di trasmettere la febbre gialla agli umani: il che è scientificamente falso! La maggior parte di loro non sviluppa l’immunità specifica, e muore in pochi giorni. Le loro morti segnalano la presenza della malattia, svolgonendo un ruolo sentinella importante. Mettono in guardia le popolazioni e le autorità locali da una nuova epidemia, consentendo di attivare le profilassi di protezione e prevenzione. Questi miti sulle scimmie urlatrici, riportati dai media, si sono diffusi rapidamente durante l’epidemia di febbre gialla del 2007-2009 in Brasile. La popolazione locale ha iniziato a massacrare le scimmie, credendo di proteggersi dal contagio. È fondamentale proteggere le scimmie urlatrici che, oltre al loro ruolo di sentinelle, sono minacciate di estinzione secondo la IUCN. Nel 2009 è stata lanciata una campagna per promuovere la vaccinazione umana e informare sul ruolo protettivo delle scimmie contro la malattia. Questa campagna, chiamata “Protect our Guardian Angels”, è stata rilanciata nel 2017 con il sostegno di 29 ONG, istituzioni accademiche e scientifiche e molte celebrità. L’episodio di Netflix mina la campagna di sensibilizzazione che combatte i falsi miti diffusi sulla febbre gialla e minaccia le scimmie urlatrici con un nuovo massacro di massa. Attraverso una petizione lanciata su Salviamo la Foresta.org si chiede l’interruzione della diffusione di questo episodio.

Ecco il link della petizione: https://www.salviamolaforesta.org/petizione/1127/netflix-non-sacrificate-la-vita-delle-scimmie-urlatrici

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