L’Aler, rappresentata dal direttore dell’unità organizzativa e gestione di Cremona Massimo Boldori, ha concesso tre mesi di respiro, mediante una proroga, al cremonese Virgilio Locatto, che stamattina si è così salvato dallo sfratto esecutivo dalla casa popolare che abita da alcuni anni a Borgo Loreto. Un incubo che finisce, dopo giorni di ansia e di paura di rimanere senza un tetto. Una situazione estrema vissuta nel 2016 da 375 nuclei familiari in provincia di Cremona, secondo i dati del ministero dell’Interno. Due di questi casi, mediamente, passano per il Comune, sono quasi tutti provvedimenti presi per morosità, che l’amministrazione, d’accordo con la Prefettura, riesce a gestire evitando eventi traumatici come l’intervento delle forze dell’ordine, puntando sulle reti di amici e familiari per soluzioni provvisorie, in attesa dell’assegnazione di case del Comune. Statistiche che restano elevate negli anni, anche se il Cremonese è sotto la media nazionale, con uno sfratto ogni 409 nuclei familiari, rispetto all’uno su 419 che si è verificato in Italia.
Non si è tenuto ieri in via Divisione Acqui il picchetto di resistenza passiva che alcuni amici e conoscenti avrebbero desiderato organizzare, per impedire al proprietario, l’Aler, di tornare in possesso dell’abitazione, e non è partito alcun appello a un ipotetico governo Salvini. Virgilio Locatto ha scelto tutt’altra via: ha ammesso le proprie responsabilità, pur essendo stato vittima di complicazioni burocratiche che gli hanno impedito per cinque mesi di ricevere le due pensioni cui ha diritto, come invalido e come ex ausiliario, per un totale di 804 euro, con un figlio a carico al 50%. Mentre il vitalizio gli diventava indisponibile, i debiti verso l’Aler aumentavano e venivano staccati la luce e il riscaldamento. Sulla pensione grava la cessione del quinto, sulla quale, come stabilito dal giudice, non potevano ulteriormente altre rate, come invece richiesto da una società finanziaria, che in un primo tempo, nell’estate scorsa, aveva ottenuto il blocco della pensione. Le Poste hanno sbloccato il conto corrente, ma così lentamente, che l’inquilino di Borgo Loreto non è riuscito a versare le rate dovute all’Aler. Tra una settimana, il 15 marzo, l’appuntamento in Comune dall’assistente sociale, per ricominciare il piano personalizzato che ha come scopo l’autonomia personale.

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