E’ ancora troppo il cibo sprecato in Italia e in Europa, poco quello che viene trasformato in compost di alta qualità: la maggior parte degli alimenti non consumati finisce in discarica generando quantità elevate di gas a effetto serra.

Nel Vecchio Continente sono circa 88 milioni le tonnellate di cibo che diventano rifiuti, con un costo associato stimato in 143 miliardi di euro. I dati sullo spreco alimentare sono stati diffusi nella quarta conferenza internazionale sui rifiuti solidi urbani, promossa a Pisa dalla Scuola Superiore Sant’Anna, in collaborazione con Geofor Spa.

“Occorre individuare strumenti – è spiegato in una nota dell’ateneo pisano – per ‘rompere’ questa catena, facilitando ad esempio la donazione ad associazioni di volontariato dei prodotti alimentari che, per ragioni legislative o logistiche, non possono restare in vendita, pur essendo ancora commestibili.

In Europa si generano tra i 118 e i 138 milioni di tonnellate di rifiuti organici ogni anno, di cui oggi solo circa il 25% è riciclato in compost di alta qualità. Per la maggior parte, i rifiuti organici (che comprendono anche gli alimenti) sono smaltiti in discarica generando emissioni incontrollate di grandi quantità di gas a effetto serra”.

Tra le possibili soluzioni illustrate a Pisa per ridurre gli sprechi alimentari c’è quello di facilitare il dono di alimenti e l’uso sicuro di alimenti e sottoprodotti provenienti dalla filiera alimentare nella produzione dei mangimi, ma anche migliorare l’indicazione della data di consumo e la sua comprensibilità per i consumatori.

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