L’amministrazione provinciale si costituisce in giudizio al Tar contro il Comune di Castelleone, proseguendo così in una scelta che ha suscitato un diffuso sconcerto, per il via libera dato alla centrale a biomasse legnose richiesta dalla ditta Godeca, che produce pellet nell’area industriale di Oriolo, fra Madignano e Castelleone. L’impianto sorgerà nelle vicinanze di Ripalta Arpina, lungo la provinciale, su territorio che rientra nei confini di Castelleone. Fra i cittadini l’opposizione alla centralina elettrica a biomasse legnose è assai diffusa. La giunta guidata dal sindaco Pietro Fiori ha presentato ricorso al Tar, e anche i Comuni di Madignano, Ripalta Arpina e Montodine si sono opposti. Il settore Ambiente dell’amministrazione provinciale però ha concesso l’autorizzazione alla ditta Godeca con motivazioni che il Comune di Castelleone ritiene cavillose, anche perché un anno la stessa Provincia aveva respinto la proposta della ditta, applicando il principio di precauzione. La Godeca però ha fatto ricorso al Tar di Brescia, che ha richiesto all’ente Provincia di riaprire la conferenza dei servizi, per dare una valutazione sulle polveri sottili pm 2,5 e pm 1. L’assenza di una normativa nazionale e regionale che ponga un limite alle polveri sottili pm 1 ha fatto sì che il Tar non escludesse la possibilità di un’autorizzazione e per lo stesso motivo di fondo l’ente Provincia ha dato il definitivo via libera, sostenendo che anche l’Ats Val Padana e l’Arpa hanno espresso un parere positivo. Il Comune di Castelleone nota che si tratta di pareri non positivi, ma problematici o negativi, poiché l’Ats segnala il territorio è inquinato da un eccesso di polveri sottili, sia pm 10 che pm 2.5. E sono proprio le pm 1, cioè le polveri ultrasottili, a creare i maggiori problemi alla salute. Oltretutto si prevedono 1.100 camion all’anno per portare la legna alla centrale a biomasse. I dati dell’Arpa parlano di una pressione ambientale di polveri sottili, che grazie al nuovo impianto aumenteranno del 5%, mentre altre sostanze nocive cresceranno del mille per cento. Secondo il progetto, saranno bruciate 14mila tonnellate di biomasse legnose in 8mila ore di funzionamento all’anno, generando quindi 87 tonnellate di polveri ogni 12 mesi, per produrre 999 kilowattora. La centrale sarà premiata da contributi pubblici prelevati dalle bollette della luce, dato che le biomasse legnose sono considerate per legge rinnovabili, contro buona parte della letteratura scientifica. L’interrogazione parlamentare di Danilo Toninelli dei 5 stelle, che chiede di cambiare legge regionale e di verificare la procedura autorizzativa, giace in attesa del futuro governo, mentre l’ente Provincia difende la correttezza dei propri atti.

Paolo Zignani

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