Nella notte tra venerdì e sabato scorsi, la Questura ha perquisito tutti e nove i centri massaggi in attività a Cremona, un’operazione lampo compiuto in contemporanea, in collaborazione con l’Ats e la polizia locale, che si è concluso con la decisione di chiudere tutte quante le attività. Lo hanno spiegato stamattina in una conferenza stampa il questore Gaetano Bonaccorso e il dirigente della squadra Anticrimine Marco Mariconda. Dopo le chiusure sporadiche di alcuni centri massaggi, decise negli anni scorsi, la Questura ha dato una svolta decisa, compiendo un intervento coordinato di grande impegno, con una cinquantina tra agenti e personale sanitario. Le chiusure sono state stabilite considerando le irregolarità amministrative e sanitarie, come il mancato rispetto delle norme igienico-sanitarie e l’assenza di titoli professionali adeguati. Quindici le persone coinvolte, tutte cinesi. Nello sviluppo delle indagini, sul piano penale, l’ipotesi d’accusa potrà essere lo sfruttamento della prostituzione, dato che le ragazze venivano contattate su un sito di annunci, bakeka.it, dove le foto erano esplicite e non lasciavano affatto pensare a un centro massaggi o centro estetico, per il quale nemmeno esistevano autorizzazioni. Il continuo afflusso di soli uomini ha suscitato sospetti, pedinamenti e appostamenti hanno aiutato le indagini. Altra ipotesi d’accusa, al vaglio degli inquirenti, l’immigrazione clandestina. Nei frigoriferi sono stati trovati alimenti marci e in decomposizione, i sottoscala venivano usati come discariche di rifiuti, dato che i locali sono stati usati come abitazioni, in modo del tutto improprio, tanto che le violazioni riscontrate sono state una cinquantina. Gli impianti di riscaldamento non erano a norma, la legge sulla sicurezza del lavoro non è stata rispettata.

 

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