Una nuova legge, del 14 dicembre scorso, riconosce le disposizioni anticipate di trattamento, il cosiddetto testamento biologico con cui ognuno può indicare le volontà rispetto al proprio fine vita: tali volontà potranno essere prese in esame dai medici per decidere come intervenire sul paziente, in una situazione in cui  non sia ormai non più in grado di comunicare la propria scelta. Oggi un convegno all’ordine dei medici di Cremona promossa da Fondazione Vismara e Amici ha fatto il punto sul quadro normativo e deontologico relativo alla professione medica.

Susanna Grillo

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