Il finanziamento statale di 310 milioni di euro per il primo lotto dei lavori si è fermato, e così il raddoppio della linea Mantova-Cremona-Milano viene rinviato. Dopo le promesse del patto per la Lombardia, sottoscritto prima del referendum costituzionale del 2016 da Matteo Renzi e Roberto Maroni, è sopraggiunto un nuovo intoppo, poiché la Corte Costituzionale ha accolto il ricorso della Regione Veneto, fermando così gli investimenti del fondo nazionale centralizzato, i cui effetti si dovevano sentire proprio a Cremona. Dove invece nemmeno i dossier dei pendolari trovano risposta, come nel caso del documento presentato nel novembre scorso da Matteo Casoni di InOrario, con una raccolta di osservazioni e proposte degli stessi viaggiatori. La stazione di Cremona non è adeguata ai disabili, che non possono passare nemmeno dal cancello che viene aperto all’arrivo dei treni dei tifosi. I treni più frequentati non vengono fatti fermare sul binario 1, e la tratta Cremona-Piacenza non viene utilizzata neanche in caso di emergenza. A Pizzighettone si perdono diversi minuti, perché le fermate sono due in un chilometro: Ponte Adda e appunto Pizzighettone, ma non viene utilizzato il secondo binario. Una serie di suggerimenti pragmatici, dunque, ma sinora inascoltati. E da vent’anni i tempi di viaggio fra Cremona e Milano sono gli stessi: un’ora e 10 minuti. L’ultimo incontro fra comitati di pendolari e politica si è svolto a Spaziocomune, in piazza Stradivari, con la presenza dei tre consiglieri regionali Federico Lena della Lega, Marco degli Angeli dei 5 stelle e Matteo Piloni del Pd, che hanno promesso di unire le forze. Nella gestione intanto nulla cambia da parecchio tempo. Oggi il Brescia-Cremona atteso per le 17.38 ha segnato 33 minuti di ritardo perché è stato necessario, come ha spiegato Trenord in un avviso, prolungare i tempi di preparazione del convoglio prima dell’uscita dal deposito. Sulla Brescia-Parma due corse sono state cancellate, alle 19.13 e alle 16.50, anche se a Casalmaggiore, a causa della chiusura del ponte sul Po, Trenord è diventata quanto mai necessaria da mesi. Per il raddoppio della Mantova-Cremona-Milano, il deputato mantovano del Pd Matteo Colaninno, che ha fatto conoscere la sentenza della Consulta del 18 aprile, rimane in corsa un progetto condiviso da Comuni, Regione e ministero delle Infrastrutture. Ancora una volta nella speranza di sbloccare i finanziamenti.

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