Il termine bambini di strada sarebbe la traduzione del portoghese meninos de rua, che si riferisce appunto ai bambini di strada delle città brasiliane. Per l’Unicef i bambini di strada sono quei minori “per i quali la strada rappresenta la casa e/o la principale fonte di sostentamento e che non sono adeguatamente protetti o sorvegliati”.

Per questi bambini la strada costituisce un punto di riferimento ed ha un ruolo centrale nelle loro vite. Ma non c’è nulla di romantico nel demandare la propria educazione alla strada, siamo naturalmente lontani dalla poetica della beat generation.

Quello dei bambini di strada è un dramma che riguarda, secondo l’Onu, fino a 150 milioni di minori in tutto il mondo. Si ritiene che il loro numero sia in aumento ma è difficile fare stime poiché questi bambini sembrano quasi non esistere, sfuggono alle statistiche e ai censimenti e sono esclusi dalle politiche statali.

Il fenomeno dei bambini di strada riguarda prevalentemente le grandi città dei paesi in via di sviluppo ma, anche a causa dei processi migratori, sta prendendo piede anche nelle periferie e nei centri urbani occidentali. Le cause che portano un bambino sulla strada sono povertà, instabilità familiare, violenza ed abusi, guerre o cataclismi naturali.

Nonostante siano trascorsi quasi trenta anni da quando i governi di tutto il mondo promisero a tutti i bambini gli stessi diritti adottando la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia (Uncrc), ancora oggi per i bambini di strada tali diritti, come l’assistenza sanitaria e il diritto all’istruzione, sono ancora inaccessibili.

Per far luce sulla ripetuta violazione dei diritti di queste persone è stata istituita la Giornata mondiale dei bambini di strada. La giornata si celebra il 12 aprile ed è stata istituita nel 2011 dal Consorzio per i bambini di strada (Csc), rete globale che riunisce oltre cento ong che lavorano in 135 paesi per offrire un futuro ai bambini di strada e far sentire le loro flebili voci.

Se l’immobilismo di governi e istituzioni è spesso frustrante e incomprensibile, i bambini di strada possono contare sul supporto di numerose organizzazioni che si battono per offrire loro un futuro sereno. Tra queste c’è Amani, ong con sede a Milano che aiuta centinaia di bambini e giovani che nelle periferie delle grandi metropoli dell’Africa sub-sahariana vivono da soli in strada, in pericolo costante e senza la speranza di un futuro. Per consentire a questi ragazzi di riprendere in mano le proprie vite, Amani dal 1995 istituisce case di accoglienza, centri educativi, scolastici e professionali in Kenya, Zambia e Sudan. La ong milanese offre ai bambini di strada una casa e delle persone che si prendano cura di loro, consente loro di avere accesso all’istruzione, “il modo migliore per combattere la disuguaglianza e far crescere i leader africani di domani”, e favorisce il loro inserimento nel mondo del lavoro.

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