Nei film e nei romanzi di fantascienza di salito i pazienti vengano affidati alle cure di una macchina scanner, capace in pochi minuti di elaborare una diagnosi completa. Nella realtà non c’è ancora nulla di così efficiente.

Ma l’esame che assomiglia di più a questa avveniristica ipotesi si chiama Diffusion Whole Body, battezzata “la scatola magica” da Umberto Veronesi. Non può vedere tutto, ma è in grado di scoprire molti tumori, anche piccoli, che sfuggono ad altre indagini. È una tecnica di risonanza magnetica per la diagnosi precoce, che è stata sviluppata in pochi centri medici al mondo, tra i quali l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.

Si tratta di un rivoluzionario progresso che mira ad anticipare le mosse della malattia, a sostegno delle terapie disponibili, ma anche della prevenzione oncologica per le persone sane. La DWB, infatti, non impiega radiazioni o mezzi di contrasto, scrutando l’intero corpo in una sola seduta. “La scatola magica” racconta nascita e obiettivi di un esame che vanta un passato di due secoli di appassionante storia della scienza. E un futuro probabilmente sorprendente.

 

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