Cremona Dibattito acceso in commissione vigilanza sulle ragioni per cui l’autorità Anticorruzione ha bocciato, con la delibera del 21 febbraio di quest’anno, la procedura di vendita delle azioni di Lgh ad A2A. Per l’authority guidata da Raffaele Cantone, i Comuni avrebbero dovuto dare indirizzo alle loro partecipate di vendere le azioni di Lgh in una gara pubblica, all’asta. Le minoranze sottolineano i rischi e i problemi: Marcello Ventura ricorda che potrebbe esserci sanzioni dai 50mila agli 80mila euro, da pagare con soldi pubblici, mentre Maria Vittoria Ceraso lamenta che non ci sia stata alcuna informativa dal sindaco Galimberti al consiglio comunale sulla delibera dell’Anticorruzione. L’errore però, lo ha fatto proprio Raffaele Cantone secondo l’Aem. Il presidente Massimo Siboni ha lamentato a propria volta che la delibera dell’Anac non abbia tenuto conto delle spiegazioni date da lui stesso davanti a Cantone il 14 giugno scorso. Per questo Aem, come altre quattro partecipate, ha deciso di ricorrere al Tar per far annullare la delibera. L’errore dell’Anac sta, per Aem, nell’aver posto la premessa sbagliata: non è una vendita perché è stato fatto un piano industriale di cinque anni, che non può essere modificato se non con una maggioranza qualificata, che A2A non possiede. Dunque Lgh ha poteri di veto. Non bisognava fare una gara perché era già stata fatta e non se ne poteva indire una seconda. Siboni ha aggiunto che A2A ha compiuto lo stesso tipo di operazione altre volte, e che l’aeroporto di Verona ha seguito anch’esso la stessa procedura di Cremona, dove non si è verificato nulla di particolare, e infatti l’Antitrust ha dato il via libera. Inoltre non si fare un bando di gara su una partnership, un’alleanza fra due società per concordare un piano industriale comune. Dal centrosinistra Roberto Poli e Giancarlo Schifano hanno fatto notare che dell’operazione A2A-Lgh si è parlato per anni e in tutte le salse, Massimo Siboni ha aggiunto che Lgh da dieci anni cercava un partner, rivolgendosi persino ad Acea. Domenico Fasani, però, ha toccato un tasto dolente, chiedendo quando sarà chiuso l’inceneritore. Una domanda che rimane drammaticamente sospesa.

Paolo Zignani

 

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