Lumaca di mare con una abilità straordinaria: “ruba” alle alghe i materiali necessari alla fotosintesi per garantirsi una scorta a vita di energia solare e smettere di nutrirsi. Lo studio della Rutgers University, New Jersey, pubblicato sulla rivista Molecular Biology and Evolution, potrebbe avere ricadute importantissime nel campo della fotosintesi artificiale, che cerca di ricreare in laboratorio il processo naturale per avere una fonte di energia “verde” inesauribile.

La lumaca di mare Elysia chlorotica si nutre in giovane età dell’alga Vaucheria litorea, succhiando milioni di plastidi, che sono come dei minuscoli pannelli solari, e immagazzinandoli nell’intestino. In seguito al “furto” la lumaca può smettere di nutrirsi e riesce a sopravvivere solo grazie all’energia solare per i successivi 6-8 mesi. Elysia chlorotica protegge attivamente gli organelli rubati dalla digestione e attiva nel Dna diversi geni che permettono di sfruttarli per ottenere energia tramite la fotosintesi.

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