Gli accertamenti irripetibili, che prevedono la presenza anche dei consulenti di indagati e persone offese, sui carrelli e sulle ruote del terzo vagone del treno 10452 che lo scorso 25 gennaio è deragliato nei pressi della stazione di Pioltello, nel Milanese, causando tre morti e cinquanta feriti, sono stati fissati per il prossimo 25 maggio. E avranno al centro la terza carrozza, che fu la prima ad uscire dai binari, quella su cui viaggiavano le tre donne che hanno perso la vita. Si sta per entrare, dunque, nella fase più importante degli accertamenti non ripetibili disposti dal procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano e dai pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti nell’ambito della super consulenza sul disastro ferroviario. La nuova fase di approfondimenti, anche alla presenza delle altre parti, è partita lo scorso fine settimana su carrelli e ruote degli altri vagoni e poi sono stati fissati gli esami su quelli della terza carrozza. Le verifiche puntano ad accertare se le ruote fossero o meno usurate, e su questo fronte le analisi più utili saranno quelle che riguarderanno i carrelli del terzo vagone. Poi dovranno essere fissati gli ultimi accertamenti irripetibili, quelli più importanti, sul giunto con problemi di manutenzione collocato nel cosiddetto ‘punto zero’ dove si staccò un pezzo di rotaia. Sulla questione dei trasporti si rotaia è intervenuto anche il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, dicendo che si deve “chiarire il rapporto fra le Ferrovie dello Stato e la Regione”. Ferrovie e Regione sono infatti proprietari al 50% di Trenord, la società che gestisce il trasporto ferroviario regionale. “Fino ad oggi – ha spiegato Fontana – la Lombardia ha investito, ha acquistato treni, mentre il socio Fs non ha fatto assolutamente niente. Il mio merito è stato contestare questo all’amministratore delegato delle Ferrovie e dirgli o cominci a investire e ti comporti da socio o se non fai niente mi lasci le tue quote e facciamo per contro nostro. Stiamo aspettando”. “Questo – ha concluso – è un problema che dobbiamo risolvere”. Nell’inchiesta per disastro ferroviario colposo e altri reati sono indagati due manager e quattro tecnici di Rfi e due manager di Trenord, oltre alle due società, mentre una cinquantina in totale sono le persone offese che hanno subito lesioni.

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