Confronto a distanza tra due milanesi eccellenti: il sindaco del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala e il ministro dell’interno Matteo Salvini. Il nuovo vicepresidente del consiglio ha infatti annunciato di avere alcuni obiettivi su Milano e, da ministro, ha detto che si metterà a disposizione del sindaco. Alcuni dei suoi obiettivi sono legati alla sicurezza e, per questo, pensa agli sgomberi in alcuni quartieri popolari come a San Siro, via Gola, Chiesa Rossa, ma anche di campi rom, su cui sta facendo preparare un dossier al ministero. La risposta di Giuseppe Sala sulle varie tematiche non si è fatta attendere. Al ministro dell’Interno Salvini, infatti, chiede “un confronto tecnico sulle questioni, a proclami non si va da nessuna parte”: il sindaco, a due anni dal suo insediamento, ha dunque risposto all’offerta dello stesso Salvini di collaborazione, ad esempio, per lo sgombero delle case popolari occupate. Sala ha sottolineato che quelle citate dal ministro sono di proprietà della Regione, ma che il Comune è a disposizione. Non solo, ha anche aggiunto che, “senza polemiche, sono poco più di tre settimane che c’è il governo e io lui non ha ancora sentito il presidente del Consiglio e nessuno dei ministri. Nessuno si è fatto sentire con il sindaco di Milano. Sicuramente hanno una agenda complicatissima ma forse io capisco di più il valore di Milano, zero polemiche. Anche se – ha aggiunto – dal nuovo governo mi aspetterei un riconoscimento del ruolo di Milano, quello che fa questa città non è solo a beneficio nostro ma di tutto il Paese”. Inoltre, sul tema dell’abusivismo nelle case di edilizia popolare, ha aggiunto che la sua idea “è che Milano non sia nella fascia delicata rispetto ad altre realtà italiane. Ci sono 1138 appartamenti occupati rispetto a 30 mila” – ha sottolineato il sindaco ammettendo che comunque “certamente si può fare di più”. “E’ un lavoro che va fatto in continuo, tenendo conto che se porti fuori qualcuno e lo lasci per la strada senza trovare qualche soluzione non hai risolto granché. Questo è il motivo per cui si fa con una certa progressività però – ha assicurato – si fa. Per questo dico che noi non siamo a proclami ma ad azione”. Il sindaco ha spiegato che fra domani e dopodomani sarà in via Palmanova, dove recentemente sono stati sgomberati 12 appartamenti occupati per consegnare altri alloggi che sono stati sistemati, mentre quelli ‘liberati’ saranno resi agibili in tre mesi.

 

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