Brescia. Secondo gli inquirenti, durante le ore in più, tre, che il marito avrebbe impiegato per tornare a casa da Brescia, dove dice di aver riportato i figli alla moglie e di essere uscito di notte con un sacco scuro pieno di vestiti, e la sua casa di Seniga, l’uomo, di 21 anni più vecchio della moglie 29enne scomparsa, nella notte tra domenica 3 e lunedì 4 giugno dalla casa di via Milano a Brescia, avrebbe occultato il corpo della moglie tra Pralboino e San Zeno Naviglio. Il cerchio, piano piano, sembra si stia stringendo attorno al marito 50enne, in carcere, anche se continua a proclamarsi innocente. La telecamera di via Milano lo ha immortalato poco prima delle 5 mentre usciva dalla casa della donna, mentre i bimbi dormivano, con quel borsone ingombrante e, alle 8, è stato ripreso a Seniga. Ma ormai gli stessi inquirenti ritengono anche che sia stato un omicidio premeditato. Prima di tutto non c’è traccia del suo telefono in quelle ore, non ha agganciato nessuna cella, un gesto studiato, per chi indaga, per non far capire gli spostamenti e la scelta del posto dove occultare il cadavere. Viene visto entrare in auto verso la tangenziale sud e, da qui, potrebbe essere uscito a San Zeno per poi arrivare fino Pralboino, nascondere il corpo e tornare a Seniga. Dunque, sapeva già cosa fare, dove andare, come comportarsi. Ora, si attendono le analisi del materiale trovato sotto le sue scarpe, perché pare che sulla sua Mercedes non siano state trovate tracce analizzabili, anche se pare trapelare la notizia che un capello oppure un pelo possa essere stato rinvenuto al suo interno e finito sotto la lente d’ingrandimento. Per questo gli inquirenti stanno analizzando anche i suoi movimenti dei gironi precedenti al delitto, convinti che lo abbia pianificato. Per questo può aver fatto sopralluoghi, per scegliere il posto migliore in cui realizzare il suo piano, magari vicino a un corso d’acqua.

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