Condanne che arrivano complessivamente ai 75 anni, quelle richieste dall’accusa durante il processo che vede 22 imputati per un imponente evasione fiscale. Il sistema messo in piedi dallo studio milanese Gesti, di consulenza fiscale, ha permesso una evasione di circa un miliardo di euro. A chi si rivolgeva allo studio veniva messo a disposizione un intero e accurato pacchetto di servizi, i cui pagamenti venivano dirottati dall’ufficio milanese a aziende fantasma con sedi posizionate a caso. Il sistema messo in piedi dallo studio di commercialisti milanesi si serviva di un sistema di fatture inesistenti con cui venivano falsificate le contabilità societarie, con l’obbiettivo di creare l’Iva da utilizzare nelle compensazioni d’imposta attraverso falsi modelli F24. Ormai si va verso la conclusione del processo, in cui solo uno dei 22 imputati ha ricevuto l’assoluzione in quanto il fatto non sussiste. Tutti gli altri hanno scelto il rito abbreviato che prevede uno sconto di un terzo della pena. Le condanne richieste dal pm Fabio Salomone vanno dai due ai sei anni di reclusione. In particolare sei anni sono stati chiesti per Graziano Gesti, titolare dello studio, mentre 4 anni e 8 mesi per la fidanzata Elisabetta dell’Onore. 3 anni e 4 mesi è la condanna richiesta dal pm per il nipote di lei Fabrizio Busetti, 26enne, mentre 2 anni e 2 mesi per il 78enne Antonio Roveda, considerato il “tuttofare” dello studio meneghino. L’inchiesta della Procura di Brescia era stata chiamata “All Inclusive” proprio per il sistema di consulenza che forniva ai clienti dello studio pacchetti completi destinati ad aiutarli a non pagare le tasse. Tra gli arrestati anche gli imprenditori bresciani Salvatore Donsì, di Coccaglio, per cui il pm ha chiesto 5 anni e 4 mesi di condanna; e Luca Pedrali di Castelvisconti, che rischia invece una pena di 4 anni e 8 mesi di carcere.

 

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