Cremona. L’A21, oggi gestita da Autovia Padana, in passato da Centropadane, si è presentata negli ultimi anni come autostrada dai tassi di incidentalità e mortalità fra i più bassi del sistema autostradale italiano, con un traffico tipicamente commerciale, secondo l’orientamento dato dal consiglio d’amministrazione espresso dal centrosinistra, fra gli anni Novanta e Duemila, con accordi presi con le associazioni di categorie per agevolare i trasporti locali su gomma. Da allora però tutto è cambiato, dalla diffusione dei cellulari, una delle principali cause degli incidenti per distrazione, al notevole aumento dei trasporti eccezionali, autorizzati dagli enti locali, alle dimensioni dei veicoli, mentre l’Italia non si adeguava alle norme europee e non potenziava i trasporti merci ferroviari. Così ne sono passati 25 milioni l’anno di veicoli tra Piacenza e Brescia, sugli 88,6 chilometri della tratta, con un ricavo da pedaggi netto che è arrivato a 56 milioni e 582mila euro nel 2016. L’autostrada, che raccorda la A1 e la A4, però, è stata costruita senza informazioni preventive ai cittadini e senza partecipazione ai processi decisionali, come si usava fra gli anni Sessanta e Settanta, e oggi appare ormai come un campo di battaglia. Ieri dopo le 10.30, dopo il casello di Cremona in direzione Piacenza, un tamponamento a catena fra quattro camion incolonnati, con un ferito. I rallentamenti causati dal cantiere fra Cremona e Castelvetro fanno pensare che occorra più prevenzione. Il nuovo gestore, Autovia Padana, dapprima ha chiuso il casello di Cremona in direzione Torino, per poi riaprirlo solo su una corsia. Tre i camion scontratisi poco prima delle 18, di nuovo a Cremona in direzione Piacenza, con due persone ferite seriamente, ma non gravi. L’autostrada è stata chiusa un’altra volta e il traffico, camion compresi, si è riversato sulla tangenziale di Cremona, mentre gli automobilisti rimasti bloccati dentro l’A21 protestavano. L’autostrada che veniva decantata con orgoglio dagli enti locali per il reinvestimento degli utili in lavori pubblici sembra ora pronta a trasformarsi in una trappola micidiale. Dopo il terribile incidente con incendio di un camion cisterna e sei morti il 2 gennaio, cinque passeggeri si sono salvati per miracolo il 7 giugno a Pontevico, il 18 maggio tra Voghera e Casteggio ci sono stati due feriti, un uomo è deceduto nel tamponamento fra Tir del 30 maggio a Stradella, un camionista perdeva la vita il 10 aprile, per le conseguenze di un tamponamento del giorno prima, una ragazza di Crema è morta il 29 aprile per un tamponamento ad Asti, sempre sull’A21, e un’altra ragazza di 17 anni è finita in coma. L’elenco è tutt’altro che concluso. E le statistiche della Satap dimostrano che sulla Torino-Piacenza circolano più veicoli pesanti a lunga percorrenza che sulla Torino-Milano.

 

Paolo Zignani

 

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