Cremona. Il settore Ambiente e territorio dell’amministrazione provinciale ha fermato il progetto della società Iniziative Bresciane, in sigla Inbre, che intende costruire una centralina idroelettrica all’interno della riserva naturale Palata Menasciutto. Questo è l’effetto del diniego emesso oggi, con il decreto 407 firmato dal dirigente Roberto Zanoni. Vengono negate infatti l’autorizzazione paesaggistica e paesaggistica in materia forestale, con conseguente archiviazione, alla demolizione di una porzione di bosco che si trova sul territorio comunale di Ricengo, all’interno del parco regionale del Serio. E una volta respinte queste richieste, appare ormai inevitabile l’ultimo atto, cioè il diniego dell’autorizzazione unica ambientale, ponendo fine a una pratica che dura ormai da cinque anni, e che ha sollevato molte proteste, da parte del comitato Salviamo il Menasciutto e di varie parti politiche. L’ultimo intervento è l’interrogazione in consiglio regionale presentata da Marco Degli Angeli, del M5S, che ha chiesto di fermare definitivamente l’iter autorizzativo dell’opera. Sarebbe stata la terza centralina idroelettrica realizzata da Iniziative Bresciane in nome delle rinnovabili premiate dai contributi pubblici, dopo quelle sulle Palate Babbiona e Malcontenta, che non sono però siti protetti. La battaglia è stata particolarmente intensa. Nell’ottobre 2017 il tribunale superiore delle acque pubbliche ha dichiarato inammissibile il ricorso della società bresciana contro la Regione Lombardia. La società ha sollecitato il 3 marzo l’ente Provincia a concludere il procedimento per il rilascio dell’autorizzazione unica e delle autorizzazioni paesaggistiche. Il 19 aprile il Parco del Serio, su richiesta dell’ente Provincia di Cremona ha dichiarato la non conformità delle opere rispetto alle norme vigenti. Verrebbe infatti violata la direttiva europea Habitat, a tutela degli ambienti fluviali e forestali, inoltre il progetto determina cambio di destinazione d’uso e frammentazione di superfici, in contrasto con le misure minime di conservazione del sito comunitario Palata Menasciutto. La delibera regionale del 30 novembre 2015 inoltre prevede centraline idroelettriche nei siti protetti non oltre i 50 kilowatt, mentre Inbre ha proposto un impianto di 483,18 kilowatt. Da parte propria la società Brescia a il 21 maggio ha osservato che l’opera non ricade nell’area protetta e che il divieto non è applicabile ma l’ente Provincia ha comunque opposto diniego. Si può ricordare che lo Statuto della riserva naturale, recepito dal consiglio regionale, in linea con la normativa nazionale, vieta ogni attività produttiva e ogni costruzione edile nella riserva naturale. Che a questo punto, se non ci saranno clamorosi colpi di scena, sarà salva e non verrà trasformata in un cantiere, con ingresso di ruspe.

 

Paolo Zignani

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