Cremona Soddisfazione da parte di Pietro Triolo dei postelegrafonici della Cisl per le assunzioni annunciate dalle Poste in tutta la Lombardia, anche in seguito alle lotte sindacali, ma l’analisi sulla situazione della provincia di Cremona, realisticamente, parla di un sistema al collasso. L’estate se ne andrà fra assunzioni e riduzioni dell’orario d’apertura degli uffici postali: in autunno però la Cisl si ripropone di ricominciare il pressing. L’accordo del 13 giugno, raggiunto dopo 24 ore di trattativa no-stop, prevede per il 2018 ben 1.080 assunzioni di precari, in Italia, nel settore recapito tramite la graduatoria, di cui 294 in Lombardia e probabilmente alcune decine in provincia di Cremona – il numero esatto non è ancora stato reso noto – oltre a 1.126 trasformazioni da tempo parziale a tempo pieno fra il personale agli sportelli e nel recapito e altre 500 assunzioni esterne di laureati destinati alle sale consulenze degli uffici postali. In provincia gli addetti sono in tutto circa 500, la metà dei quali dedicati al recapito della corrispondenza. Sui circa 250 portalettere, però, una sessantina sono a tempo determinato e questo è il punto critico dell’organizzazione, che tiene continuamente in difficoltà i lavoratori e gli utenti delle Poste. La prima tranche di assunzioni di portalettere, che sblocca uno stallo che perdurava da diversi mesi, si concluderà secondo graduatoria provinciale entro il giugno dell’anno prossimo, per poi proseguire con ulteriori assunzioni: i tempi saranno decisivi, perché l’obiettivo del sindacato è fare in modo che i nuovi assunti dal recapito siano trasferiti agli sportelli, per dare ossigeno a chi risponde agli utenti in coda ogni giorno. Domani alle 17 l’accordo sarà illustrato in assemblea sindacale nella sala Miglioli della Cisl di viale Trento Trieste 54. E’ già comunque il momento di guardare avanti e programmare, prima che il precariato ricominci a creare complicazioni.

Paolo Zignani

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