Secondo i dati della Regione, nel 2017 5.892 presunte vittime di abusi e intimidazioni si sono rivolte ai 49 centri che, insieme a 46 case rifugio, “coprono il 98,4% del territorio”. Ma solo nel primo semestre del 2018 gli accessi sono stati 7.213, segno di “una crescente emersione del fenomeno”. L’Assessorato alla Famiglia e alle Pari opportunità, quindi, ha intensificato la preparazione di personale specializzato formando, nel triennio “oltre 2mila operatori” tra cui 600 avvocati, medici di medicina generale, assistenti sociali e psicologi, agenti della Polizia locale, e naturalmente gli operatori dei centri “con un investimento di 735.200 euro”. E sta “progettando un’App che permetta un più facile contatto tra vittime e istituzioni”. I dati disponibili emergono dalla terza Relazione annuale ‘La violenza contro le donne in Lombardia’ che sono stati anticipati oggi nel corso di un incontro con Silvia Piani, assessore alle Politiche per la famiglia, genitorialità e pari opportunità, alla presenza di Alessandra Simone, dirigente della Divisione anticrimine della Questura di Milano e del colonnello Antonio Montanaro, comandante del Reparto operativo del Comando provinciale di Milano. Nei corsi di formazione, infatti, verranno coinvolti anche 308 poliziotti e carabinieri. “Tra gli aspetti potenziati – ha spiegato l’assessore Piani – ci sono un programma per favorire l’inserimento lavorativo e l’autonomia abitativa delle donne e un sistema integrato di rilevazione dei dati (Ora) a cui intendiamo aggiungere presto una App per rendere più facile l’accesso delle vittime, il 77,1% delle quali prende contatto con il telefono”.

 

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