Cremona. Sabato l’avviso di “possibile pericolo amianto”, esposto da una ditta privata con un foglio di formato A4 sul portone d’ingresso dello stabile di via Casanova, ha suscitato inquietudine tra gli abitanti della zona. Infatti l’avviso, annunciando i lavori di bonifica di venerdì 6 e lunedì 9, ieri, dava una raccomandazione: “Cautelativamente, per evitare l’esposizione di fibre d’amianto si consiglia il vicinato di mantenere porte e finestre chiuse e di non stendere la biancheria all’esterno delle abitazioni, durante le giornate dei giorni sopracitati”. Una signora che abita a 200 metri ha fatto sapere tramite internet, con un post pubblico, di non aver visto l’avviso e di aver tenuto tutto il giorno di venerdì le finestre aperte e steso i panni, protestando per le ridotti dimensioni dell’avviso e chiedendo chiarimenti anche dal Comune o da chiunque abbia autorizzato i lavori. La ditta lunedì ha dato una risposta, che la legge non impone di pubblicare avvisi a caratteri cubitali e che i lavori si sono conclusi senza esporre i cittadini a pericoli particolari. Sono state rimosse lastre di eternit per 1.500 metri quadrati e 11 quintali: parte dell’eternit era più in fase di degrado, parte no, ma il pericolo è stato contenuto. L’informazione è stata troppo limitata anche per Ivano Bonoldi dell’Ona onlus di Cremona, secondo il quale non costava nulla recapitare degli avvisi nella cassetta della posta dei residenti. Lo stabile è ora dell’impresa edile Contardi di Codogno: la bonifica era attesa anche dal 2014 dal comitato di quartiere. L’obiettivo dell’amministrazione comunale era di riqualificare il fabbricare facendone appartamenti e villette. La mancanza di domanda di abitazioni a Cavatigozzi ha fatto fallire l’obiettivo: non si vendono case nella frazione dove l’area industriale si espande ogni anno e gli effetti negativi dell’inquinamento, fra rumori, fumi, traffico e odori, continuano a farsi sentire.

 

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata